E’ stato presentato oggi il programma della sezione Cinemaxxi del prossimo Festival del Film di Roma, che inizierà il prossimo 9 Novembre.

Erede della sezione Extra di cui porta e “aumenta” le x come ci tiene a far notare il direttore artistico Marco Muller, creando anche una sinergia tra due luoghi e due arti visive di questo secolo, quella presentata in quei 10 giorni all’Auditorium-Parco della musica durante il festival e quella che normalmente è nelle stanze del Museo disegnato da Zaha Hadid, l’arte contemporanea.

Il respiro che dà il ritmo a tutte le arti e le fa muovere insieme è anche rappresentato dalla varietà dei film e degli autori selezionati, da “vecchie”conoscenze del Festival come Elisabetta Sgarbi e Alina Marazzi, ad esperimenti collettivi di maestri e di grandi registi che si confrontano con i nuovi mezzi per fare cinema.

Ad esempio, verrà presentato il film collettivo commissionato dalla città portoghese di Guimaraes, che ha richiesto ad alcuni registi come Aki Kaurismaki, Pedro Costa e ovviamente Manoel de Oliveira, di ritrarre la città, ne è venuto fuori Centro històrico,  che verrà presentato fuori concorso, insieme ad un altro film collettivo a cui partecipa anche De Oliveira,  ma con tema sociale: Mundo Invisivel, film realizzato da Atom Egoyan, Jerzy Stuhr, Maria de Medeiros tra gli altri. A questo film ha anche partecipato Theo Anghelopolous, scomparso a causa di un incidente stradale questa estate.

L’altro film evento è Tricked, un film “partecipato” realizzato con il “popolo della rete” da Paul Veroheven. Il regista ha discusso la storia e la sceneggiatura con i fan tramite i social network, determinando e cambiando lo sviluppo della  storia.

Ci sono anche artisti chiamati a realizzare film di tre minuti per la televisione e con soggetto questo mezzo di comunicazione. Tra questi la molto presente Marina Abramovic e James Franco.

La star americana è presente con altre due opere, molto probabile quindi la sua presenza al Festival.

Nel programma anche diverse opere dei “videasti” oltre che cineasti, neologismo coniato sempre da Muller, Zapruder, il cui lavoro sulla stereoscopia e sull’immagine in generale sarà mostrato in alcune opere selezionate oltre che quotidianamente grazie alla sigla del festival da loro realizzata. Un semplice dagherrotipo, che si modernizza prendendo il ritmo e la fluidità delle immagini come le vediamo ora sullo schermo.

Nella sezione c’è spazio anche per Mike Figgis, che presenta Suspension of disbelief, un thriller su di uno sceneggiatore in crisi.

Dato il direttore artistico, non possono mancare opere di registi orientali, tra le tante, Muller sottolinea la presenza di Xu Haofeng, sceneggiatore dell’ultimo film di Wong Kar-Wai, che narra di scuole di arti marziali.

Apre la sezione A walk in the park, di Amos Poe, un rappresentate, insieme a Jarmusch, Ferrara e Sara Driver della corrente “No wave” post punk del cinema americano.

Una selezione ampia, che rispetta i grandi maestri ma che è soprattutto stata realizzata prima di “pancia”, con l’emozione, per poi essere allineata dalla ragione.