takashi miike the mole songSi presenta al Festival di Roma di quest’anno, ancora una volta con un film straordinario, il maestro Takashi Miike, che spiazza tutti i suoi fedelissimi fan con The Mole Song Undercover Agent Reiji, storia di un poliziotto infiltrato nella yakuza basato su un manga di Noboru Takahashi, Mogura no Uta.

 

“Volevo ringraziarvi perché avete visto il film proprio come io volevo – ha esordito il maestro Miike – In Giappone le storie intorno alla yakuza sono sotterranee, e le giovani generazioni guardano questo tipo di storia come se si trattasse di cose passate, perciò raccogliamo pochi spettatori. Ma facendo questo film ho cercato di far divertire gli spettatori anche guardando alla nuova generazione, con riguardo verso il passato. Ho affrontato così anche momenti molto seri.”

– Nel film si sente molto l’influenza del manga e dell’anima giapponese, in particolare sembra che ci siano riferimenti al personaggio di Naruto, ideato da Masashi Kishimoto.

“Non direttamente, forse però quando si tratta di manga c’è qualcosa che attira e scuote le persone. avrei voluto farlo ma non è possibile. Il manga rappresenta tutto ciò che vorremmo fare ma non possiamo, e per questo che avendo come protagonista un personaggio tratto dal manga, probabilmente abbiamo qualcosa in comune con Naruto, però ovviamente il riferimento diretto è il manga di Noboru Takahashi, Mogura no Uta. Takahashi è il mio primo spettatore e così ho scelto di seguire le sue direttive. In ogni modo è probabile che ci sia qualche punto di contatto con Naruto, manga che amo molto.”

– Non è la prima volta che lei ha a che fare con il mondo della yakuza in un suo film. Cosa la attira di questo argomento? Come sono percepiti al giorno d’oggi i film sulla yakuza in Giappone?

“Avevo valutato in modo organico la storia del cinema giapponese, cercando di imparare qualcosa dal passato del cinema, per cercare di essere più vicino agli spettatori. Credo di essere un po’ fuori dal sentito comune dei registi giapponesi, molte mie tematiche si incentrano sulla mafia, ma alcune persone non ne parlano per ragioni etiche.”

– Come ha scelto di fare questo film?

“Tutte le opere hanno qualcosa in comune e io come regista mi rendo conto di ciò che devo fare nel mio quotidiano. Man mano cerco di compiere tutti gli obblighi di un regista. Cerco di non avere una tematica specifica. In collaborazione con l’attore e i produttori ho cercato di dare vita ad un film che potesse essere anche un riferimento alla società attuale.”

– Ci sarà un sequel per questo film?

“Se ci saranno spettatori che guarderanno questo primo film, ovviamente lo farò, anche in fretta. Però si tratta di un film basato su un manga che sta ancora uscendo, quindi aspetterò prima che esca la storia del manga e poi dopo un anno farò il film.”

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