La_migliore_offerta_tornatore_10La sala si riempie di giornalisti per quella che ci si aspetta sarà una conferenza stampa di altissimo livello. Davanti alla schiera di poltroncine che iniziano a riempirsi in effetti ci troviamo in una situazione particolare quanto interessante: uno dei migliori registi italiani, Giuseppe Tornatore, con accanto il pluripremiato “signore” della musica per film Ennio Morricone. Insieme a loro un’esordiente nel cinema internazionale Sylvia Hoaks, bellissima e spaventata, e in collegamento da Melbourne, Australia l’attore fresco di oscar Geoffrey Rush. Ai lati di questo squadrone il produttore del film Arturo Paglia per la Paco produzioni, casa fondata non molti anni fa e con all’attivo pochi film ma di forte successo (come Basilicata Coast to Coast) e i rappresentanti di una delle più grandi aziende del cinema internazionale come la Warner Bros.

 
 

Questo film riporta molti dei suoi temi ricorrenti, come il tema dell’isolamento e quello della memoria, ma è anche costruito come si costruisce un film, e anche la casa in cui si svolge assomiglia ad un set, era sua intenzione fare una citazione al mondo del cinema?

In realtà no, l’intenzione non era quella di parlare del cinema, certo alcuni elementi sono ricorrenti come quello dell’ossessione degli spazi aperti e del rapporto con il mondo esterno che ho trattato anche, per esempio, ne La leggenda del pianista sull’oceano.

Il finale del film non sembra un lieto fine come ci aspettavamo, ma forse non è così drammatico poiché alla fine il protagonista sembra migliore di come era all’inizio.

Infatti non lo ritengo un finale tragico, il protagonista vive una trasformazione che lo rende più umano, senza le sue ossessioni. Alla fine lui ha una fiducia immensa nell’amore, qualsiasi cosa l’oggetto del suo amore possa avergli fatto subire.

Ci può spiegare la scelta di questo titolo?

Mi sono molto interessato al mondo dell’antiquariato e delle aste e mi ha colpito questo termine. Ci sono infatti casi in cui un opera non ha una base d’asta, ma ci si affida al giudizio e alla valutazione del pubblico ritenendo poi la migliore offerta quella più alta, al contrario nel mondo degli appalti la migliore offerta risulta invece quella più bassa, la cosa è molto divertente. Mi sono allora chiesto nella vita quale è La Migliore Offerta?

Signor Rush, come ha preparato il suo personaggio?

Ho amato la sceneggiatura e il personaggio fin dal primo momento, e mi sembrava un personaggio molto teatrale. L’ho preparato dunque come preparo una piece da portare in scena, abituandomi a spazi molto grandi e a dialogare spesso da solo o comunque con un personaggio che non è presente, è stato molto importante quindi studiare il rapporto tra i due.

Sylvia Hoeks, come ha preparato il suo personaggio che per quasi la metà del film è solamente una voce fuori campo?

È stato effettivamente molto difficile, c’era la necessità di far appassionare e di catturare il pubblico solamente con la voce. Sono state necessarie moltissime prove insieme a Geoffrey.

Maestro Morricone, in che modo e in quale momento entra lei nel processo creativo di un film, e come lavora?

La lettura della sceneggiatura è stata decisiva, alcune scene molto particolari mi hanno fatto venire in mente alcune idee e mi hanno spinto ad osare con la musica. Ad esempio decidendo di identificare i molti quadri che il protagonista ha in casa come delle voci che si susseguono nella sua testa.

Arturo Paglia, dopo l’esperienza con Rocco Papaleo è stato uno shock lavorare con attori del calibro di Geoffrey Rush?

È stato sicuramente un film più complesso, grosso e difficile rispetto a Basilicata coast to coast, Ci sono voluti molti step per finire il film. Produttivamente è un film italiano al cento per cento: ci sono i migliori tecnici italiani che lavorano con un grande cast internazionale.