iain glen
foto di Ivana Ziello

Iain Glen ha illuminato con il suo sorriso il Social World Film Festival. La nota kermesse, giunta con successo alla decima edizione, ha luogo nella magnifica cornice di Vico Equense nel cuore della penisola sorrentina. Il festival del cinema sociale si svolge, di solito, in piena estate; quest’anno , però, in seguito alla pandemia da Covid-19 è slittato ad ottobre. L’organizzazione, guidata dal direttore Giuseppe Alessio Nuzzo coadiuvato dal coordinatore artistico Gaetano Affinito, ha optato per un’edizione ibrida, a metà strada tra eventi in presenza e dirette streaming. La formula sembra funzionare perché riesce ad accontentare tutti gli appassionati permettendo di vedere online anche l’intera selezione dei film in concorso.

 

Ad arricchire il già fitto programma è stato annunciato a sorpresa Iain Glen, l’attore scozzese è stato il protagonista indiscusso della giornata di giovedì 8 ottobre, ricevendo il Golden Spike Award per la sua incredibile carriera. Dopo essersi concesso ampiamente agli scatti dei fotografi che lo hanno immortalato sulla splendida terrazza di Castello Giusso, Iain Glen non si è risparmiato in conferenza stampa rispondendo con entusiasmo e dedizione a tutte le domande.

Iain Glen, annunciato a sorpresa al Social World FIlm Festival

D: “ Tra gli ultimi lavori di Iain c’è il Batman di Titans? Com’è stato interpretare uno dei personaggi più famosi e più amati dal pubblico?”

R: “ È stato divertente, è stato bello! Quando cominci a lavorare in una serie che è già iniziata da tempo sei sempre un po’ preoccupato ma ho guardato la prima stagione e loro volevano un Bruce Wayne piuttosto vecchio, ho letto la sceneggiatura e mi è piaciuta. Ho capito che è inutile preoccuparsi troppo perché se si pensa al ruolo dell’attore puoi divertirti come un matto.”

D: “ Lei vanta una ricca carriera tra teatro, cinema e televisione ma è entrato in contatto con il giovane pubblico grazie al personaggio di Jorah Mormont di Game of Thrones. Come si è approcciato a questo personaggio e come è stata questa esperienza in una delle serie televisive più importanti?”

R: “ Ehm… quando abbiamo cominciato non sapevamo che sarebbe diventata una cosa così grande, non ne avevamo la percezione. Anzi c’era molta agitazione perché il genere fantasy funzionava al cinema ma non attirava molto in TV e poi anche il pilot non andò molto bene. Poi è stata realizzata la prima stagione e ha riscosso un discreto successo. Quando ho avuto la parte ero felice di averla ottenuta ma allo stesso tempo ero nervoso per come sarebbe andata la serie. Mentre lavori ad un progetto non ti rendi conto ma guardandomi indietro sono molto contento di come è andata. A volte però capita che metti tanto in un personaggio che credi arrivi al successo e non succede. Sono molto orgoglioso di questo personaggio e di questa serie anche perché hanno incontrato il favore di un pubblico giovane e a 50 anni conquistare le nuove generazioni mi ha colpito!”

D: “ Oggi lei riceve un importante premio alla carriera e proprio all’inizio di questa ha recitato nel film di Tom Stoppard Rosencrantz e Guildenstern sono morti, cosa le ha insegnato quell’esperienza e come ha influenzato il prosieguo della sua carriera?”

R: “ Uh… Rosencrantz e Guildenstern sono morti, ti è piaciuto il film? ( si soprattutto il suo particolare Amleto) Quando ho interpretato  Rosencrantz e Guildenstern sono morti ero molto giovane. Avevo interpretato Amleto a teatro e Tom Stoppard, il regista e sceneggiatore, mi aveva visto recitare in quel ruolo e mi chiese di partecipare al film a cui stava lavorando. Girammo nell’ex- Jugoslavia con Gary Oldman e Tim Roth che erano entrambi molto “difficili”, mi piacciono tanto ma ne ero consapevole. Sapevo che erano agitati per me perché io avevo recitato molto Shakespeare a teatro ed ero abbastanza bravo e, invece, per loro era la prima volta. Quindi, mentre io giravo la mia scena, loro sbirciavano sul monitor quello che stavo facendo e Tom mi disse: « Sono molto agitati perché sei bravo!». Questo mi rendeva felice perché loro sono due bravissimi attori. Ho bei ricordi di quel film e Tom Stoppard sarà un amico per sempre.”

D: “ Nel 2009 ha interpretato un ruolo nel film di Faenza Il caso dell’infedele Klara, cosa ricorda di quell’esperienza e se le piacerebbe ritornare a lavorare in Italia?”

R: “ Si certo mi piacerebbe molto. Avevo già lavorato con Faenza nel film Prendimi l’anima dove interpretavo lo psicanalista Carl Gustav Jung, il film andò molto bene soprattutto in Italia. Fu un bel periodo della mia vita e, quindi, fui felice di tornare anche per il secondo film. Con Roberto Faenza tutti i dettagli erano curati: la regia, la fotografia, i costumi… tutte le sfaccettature del progetto mi piacevano. Mi ritengo fortunato perché ho avuto la possibilità di venire in Italia e di recitare in inglese cosa che non viene permessa agli attori italiani all’estero”.

L’amore per il teatro, Game of Thrones e Downton Abbey

Sui complimenti all’Italia e in particolare agli attori italiani, che Glen ritiene più predisposti all’introspezione, l’attore è tornato anche nel corso della serata di premiazione. Accolto con un bel videotributo che ha celebrato tutte le tappe fondamentali del suo percorso artistico, Iain Glen si è concesso ad un’altra breve intervista in cui si è citata anche la sua partecipazione a Downton Abbey, altra serie televisiva di punta, mettendo in relazione il suo Sir Richard Carlisle proprio con il suo Jorah Mormont di Game of Thrones. Entrambi i personaggi, come ha sottolineato lo stesso attore, sembrano due facce della stessa medaglia, ambedue servitori fedeli di una donna potente. Però, mentre il primo non si distingue per correttezza, il personaggio di Jorah riabilita la sua vita proprio in funzione di quello che è disposto a compiere per la sua Daenerys.

Glen ha, infine, parlato del suo grande amore per il teatro e della nostalgia per le tavole del palcoscenico che un po’ per pigrizia e un po’ per esigenze familiari ha trascurato negli ultimi anni della sua carriera, dichiarando la sua forte intenzione di tornare a calcare le scene.

Al termine della cerimonia di premiazione Iain Glen non si è sottratto all’affetto dei fan giunti a Vico Equense per incontralo, sempre però nel rispetto delle distanze di sicurezza secondo la normativa anti-covid.