Dopo la proiezione stampa del film Immaturi – il viaggio, la produzione, il regista Paolo Genovese e il cast orfano di un febbricitante Ricky Memphis hanno incontrato la stampa per parlare di maturità, gelosie, tradimenti e isole greche. La prima delle domande ad essere stata posta ha infatti messi l’accento su come si sia arrivati alla realizzazione del secondo episodio dei neo-maturati di ritorno.

Fare un secondo episodio di un film di grande successo è sempre difficile, quali sono le scelte che avete fatto e le idee che avete avuto?

Paolo Genovese: Questo secondo film è nato ovviamente sulla scia del successo del primo, e quindi Medusa e Marco Belardi, il produttore, ci hanno chiesto di scriverne un sequel, e quindi abbiamo avuto l’idea del viaggio di fine anno che all’epoca della vera maturità i nostri personaggi non avevano mai fatto. Così abbiamo avuto l’occasione anche di dare più respiro e approfondire alcuni personaggi, come ad esempio quelli interpretati da Anita Caprioli e Paolo Kessisoglou, che invece nel primo film erano stati trattati superficialmente.

In effetti, il personaggio di Anita Caprioli, Eleonora, è l’unico ad essere meno solare e ovviamente più approfondito degli altri, soprattutto a causa della sua malattia. Come avete affrontato questo personaggio?

Anita Caprioli: Ovviamente ho lavorato sul mio personaggio parlandone spesso sia con Paolo il regista che con Paolo l’attore, con il quale abbiamo cercato di trovare un modo per rendere una situazione seria e drammatica come quella di Eleonora in un modo che non stonasse con il colore del resto dei personaggi, che fosse quindi ben bilanciato il dramma con la linea della commedia.

Insomma, abbiamo cercato di dare più leggerezza a questa situazione.

Paolo Genovese: In effetti il personaggio di Eleonora è ispirato ad una mia amica che ha avuto la stessa malattia del personaggio e che è riuscita a viverla in modo leggero, non facendo pesare la sua malattia e le sue preoccupazioni sui suoi conoscenti oltre che su se stessa. E’ una dimostrazione di forza enorme riuscire a fare una cosa del genere, mi sembrava giusto provare a riproporre quello che lei aveva fatto, anche per dimostrare come la malattia, così come l’amore e il tradimento, è uno dei tanti avvenimenti che ci capitano nella vita, e come tale andrebbe affrontato.

Alla conferenza è presente anche Daniele Silvestri, che ha realizzato una canzone appositamente per il film.

Come è andato l’incontro con la produzione e con Paolo Genovese?

Daniele Silvestri: Quando mi arrivò il copione del film, non ero tanto convinto di poter fare qualcosa che si adattasse a questa pellicola, poi però ho visto alcune foto dal set, ed una in particolare in cui Luca Bizzarri è seduto in mezzo ad una piazza, mi ha colpito ed ispirato.

Quindi, in pochi giorni ho scritto e arrangiato una canzone che nel film alla fine accompagna proprio quella scena, e credo che l’immagine e la musica siano di completo supporto l’una all’altra e probabilmente la musica e la canzone hanno anche un po’ condizionato il montaggio di quella sequenza.