Il Peggior Natale della mia Vita

Alla conferenza stampa de Il Peggior Natale della Mia Vita, tenutasi ieri mattina al The Space Moderno di Roma, era presente tutto il cast principale (Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Antonio Catania, Anna Bonaiuto, Diego Abatantuono, Laura Chiatti), il regista Alessandro Genovesi, il presidente della casa di produzione Colorado Film, Maurizio Totti, e il direttore generale della Warner Bros. Pictures Italia, Niccolò Maccanico.

Il folto gruppo, pronto a rispondere alle domande della stampa, era molto rilassato e allegro, forse perché aveva saputo che durante la precedente proiezione si era riso molto in sala o forse semplicemente perché convinto di aver raggiunto un buon risultato con il sequel de La Peggior Settimana della Mia Vita. Maccanico coglie subito l’occasione per scrollare di dosso al film quella patina negativa che accompagna le produzioni successive: “Sebbene si tratti di sequel, non si deve pensare ad una mancanza di originalità”. Anche se le premesse di ogni situazione comica nascono dalle gaffe e dai disastri di Paolo (Fabio De Luigi), quando si ritrova con la famiglia della moglie Margherita (Cristiana Capotondi), molte cose cambiano tra la storia, i personaggi e l’ambientazione.

Sia Genovesi sia De Luigi, co-sceneggiatori, raccontano di aver voluto realizzare “una sorta di fiaba con personaggi reali, nei quali il pubblico si potesse riconoscere, ma che messi insieme davano vita a situazioni molto improbabili, quasi surreali”. Catania e Bonaiuto spiegano come questi personaggi siano sì persone reali, ma anche delle maschere: il padre pacato e all’antica, la madre che alza il gomito, l’amico incurabile ottimista, il maggiordomo bizzarro (Dino Abbrescia) e così via; sono, a loro avviso, maschere che creano un’atmosfera grottesca, ma estremamente divertente. Infatti, lo scopo dei due sceneggiatori non era scrivere una commedia sociale, ma far ridere creando un nuovo mondo, attraverso una commedia pura che, come spiega il regista: “utilizzando alcuni archetipi sociali e religiosi legati al Natale, andasse in profondità, ma senza troppi intellettualismi”.

Se gli interessati possono passare sopra all’etichetta di sequel, stati attenti però a non definirlo un cine-panettone. Sebbene il confronto risulti totalmente a vantaggio del film in questione, tutti, in primis De Luigi, ci tengono a precisare che in ogni caso il paragone non sussiste, sia per la data di uscita che non è a ridosso del giorno di Natale sia per il tono del film, che già dall’anno scorso aveva intrapreso un genere diverso di comicità, privo di volgarità o di parolacce; caratteristica che, come spiega Genovesi: “non dipende da una scelta, ma proprio dal nostro tipo di scrittura e di pensiero”. Il fatto che parli del Natale non lo rende un cine-panettone. In un’altra intervista, De Luigi aveva affermato: “È un film da copertina –nel senso di piccola coperta sulle ginocchia- ti fa venire voglia di restare a casa a guardare fuori mentre nevica; il Natale è idealizzato al massimo […] e viene fuori il suo aspetto consolatorio e romantico”.

La produzione del film, girato interamente nel Castello Savoia di Gressoney Saint Jean in Val d’Aosta in sette settimane (una in più rispetto al primo), ha dovuto affrontare un grande problema quando, un paio di giorni prima delle riprese in esterno, aveva smesso di nevicare, trovandosi costretta a richiedere l’intervento continuo di camion carichi di neve; al contrario, è stato minimo l’uso di effetti visivi in post-produzione.

Tutti quanti in sala raccontano come il rapporto di amicizia e fiducia tra il regista e il cast, vecchio e nuovo, e la presenza sul set di attori professionisti, alcuni dei quali comici nati, hanno permesso momenti d’improvvisazione, arricchendo il film, rafforzando i legami tra i personaggi e offrendo spunti comici a tutti, non solo al protagonista.

Il Peggior Natale della Mia Vita uscirà il 22 Novembre in 500 copie.