Marco Bellocchio presenta Il traditore

Dopo aver ricevuto una lunga standing ovation seguente alla proiezione de Il Traditore, Marco Bellocchio presenta il suo nuovo film in conferenza stampa. Il lungometraggio, presentato in concorso al Festival di Cannes 2019, racconta la storia di Tommaso Buscetta, celebre pentito di mafia che contribuì con le sue testimonianza a sferrare un duro colpa a Cosa Nostra, permettendo così di arrivare al celebre maxi processo.

Per iniziare la conferenza stampa, il regista Marco Bellocchio espone il suo punto di vista riguardo il protagonista del film, dichiarando che “Buscetta non è un eroe, ma è un uomo coraggioso. È un traditore dal punto di vista di Cosa Nostra. Ma il suo è un tradimento sofferto. Studiando il personaggio mi sono reso conto di questa sua personalità ricca di sfaccettature, e ho voluto puntare su questo, senza condannare né accusare il protagonista.”

Quando gli viene chiesto come ha pensato di approcciarsi al film, considerando la vasta filmografia a riguardo, Bellocchio riprende la parola dichiarando “Non volevo certamente fare un film convenzionale. Volevo che fosse semplice e popolare. Oggi non esiste più un cinema civile in Italia, è stato distrutto dalla tv. E allora ho dovuto inventare. Inoltre ho cercato di costruire il film arricchendolo di una teatralità che separa coloro che appartenevano alla mafia e volevano che il maxiprocesso fallisse da Tommaso Buscetta, che invece si contrappone a loro.

Pierfrancesco Favino, che nel film dà voce e corpo a Buscetta, racconta di come si è accostato ad un personaggio così controverso. “Ero interessato a ricercare la natura del personaggio attraverso i fatti meno noti. Ho fatto diverse ricerche, ho parlato con molte persone, e ho avuto sempre più chiaro il modo in cui lui cambiava atteggiamento a seconda di chi aveva davanti. È stato un ottimo attore, e ho cercato di costruirlo partendo da questo aspetto.”

Bellocchio, abituato a storie, personaggi e tematiche molto lontane dal mondo a cui invece appartiene Buscetta, racconta infine i suoi ricordi di quegli anni e di ciò che di lui si sapeva. “Ricordo che arrivò in Italia dal Brasile il 15 luglio 1984. Ai miei occhi era un uomo misterioso, di cui sapeva poco, come che la mafia aveva ucciso alcuni dei suoi familiari. Il valore del suo tradimento fu realmente compreso solamente in seguito. Senza di lui non si sarebbe mai arrivati al maxi-processo, che è stata una vittoria, seppur parziale, dello Stato contro la mafia.”

A conclusione della conferenza stampa il regista e il cast del film vengono premiati da un nuovo prolungato applauso. Il film sembra infatti aver riscosso ottimi giudizi da parte della critica, in particolare da quella estera, e per molti potrebbe consegnare a Bellocchio la sua prima Palma d’Oro.