Michael Shannon

Diretto da Jennifer Lebeau, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017 Trouble no more, il documentario su Bob Dylan, che si concentra sul concerto gospel del tour del 1980. I filmati di repertorio sono alternati a letture/sermoni recitate da Michael Shannon, anche lui presente alla manifestazione.

 

Il documentario è un viaggio musicale concepito in maniera particolare, come dichiara la stessa regista: “Il film è nato principalmente dal ritrovamento di questo materiale che pensavamo fosse andato perduto. C’erano alcune performance girate in modo non pulito, ma volevamo che il film non fosse patinato. Ci siamo allontanati dall’originale, evitando le parti in cui Bob parlava al pubblico con enfasi. Volevamo concentrarci sulla musica, il resto è venuto da solo.”

“Sapevamo che cercavamo un attore incredibile, che trasmettesse tensione ma avesse anche una capacità di trasmettere empatia in modo unico. E Michael è la prima persona che ci è venuta in mente.”

Michael Shannon, reduce da una bellissima nomination agli Oscar per il suo ruolo in Animali Notturni di Tom Ford, è il Predicatore, nel film, che si alterna ai momenti musicali, recitando sermoni, con fermezza e ispirazione.

L’attore ha così raccontato il suo rapporto con Dylan e la sua musica: “Sono stato da sempre un fan di Bob Dylan. Era suo il primo concerto a cui sono stato. Ero un bimbo e ci sono andato con mia madre. Da subito ho capito che sarebbe stato un uomo speciale per me. Nel corso degli anni, Dylan è stato una grande ispirazione per me. Quando faccio teatro mi piace ascoltare la sua musica prima di andare in scena. Sono sempre stato un suo grande fan.”

Nei sermoni recitati da Shannon, si parla di ricchi e poveri, e dei primi che tendono a prevaricare i secondi. C’era qualcuno a cui ha pensato: “Vorrei che fosse una sola persona, ma non è così. Sembra che sia una forma archetipica di comportamento. Recentemente ho interpretato George Westinghouse in The Current War. È stato un grande onore per me, perché è stato un uomo che con la sua ricchezza ha costruito un grande impero, senza però fottere nessuno. Era un uomo onesto e generoso, una grande eccezione. Era circondato da industriali e banchieri che non volevano trattare le persone in modo equo. Penso che ci siano tantissime persone che invece non lo fanno.”

“Da attore, sono consapevole che il mio lavoro è ben poca cosa – conclude ShannonMa cerco di scegliere cose che possano piantare un seme nella coscienza delle persone. Non che loro non sappiano quali sono i problemi dei nostri giorni, ma a volte questi film possono offrire una forma di conforto, di pace, ed è questa una delle cose migliori che io possa fare.”