Dopo l’anteprima del 26 settembre all’Anica di Roma, Cesare Fragnelli, insieme al cast completo di Oltre il mare, ha incontrato i giornalisti cercando di spiegare l’obbiettivo che si è posto girando la pellicola: il regista pugliese ha voluto semplicemente fornire un ritratto della gioventù odierna, senza alcuno scopo didattico. Una fotografia semplice e pura.

Nelle scene di sesso non si vede nemmeno una volta l’utilizzo del preservativo: come mai?

“Non ho mostrato il preservativo poiché questo elemento sarebbe stato troppo didattico. E io non volevo dare lezioni né fare nessun tipo di propaganda: volevo solo semplicemente raccontare i giovani di oggi nella maniera più reale possibile”.

Nel film non si fa alcun accenno a Facebook, né ai social network in generale. Non le è sembrata una scelta un po’ azzardata escludere un elemento che è ormai parte integrante della cultura giovanile?

Vedete, il film è ambientato nel mese di agosto in un luogo di villeggiatura. Tempo fa abbiamo constatato che, durante i primi dieci giorni di agosto, l’accesso a Facebook diminuisce di molto, se non si dimezza del tutto. Inoltre il film è stato girato nel 2009, e allora Facebook non era diffuso come oggi, perché all’epoca andava più di moda Messenger. Ripeto comunque che d’estate i giovani usano pochissimo internet, e il film ha un carattere totalmente estivo”.

Lei dice che nel film fornisce un ritratto dei ventenni di oggi: i protagonisti sono superficiali, cinici, e non esitano a tradire le rispettive fidanzate con le nipoti del professor Ciampi. Secondo lei i ragazzi a vent’anni sono davvero così?

“Per come la vedo io, sebbene in parte la vostra analisi sui protagonisti del film sia corretta, non avete notato che sono anche giovani che credono molto nel valore dell’amicizia: in tutti gli accadimenti del film, da quelli piacevoli fino al tragico finale, restano sempre uniti e i legami tra di loro non si allentano nemmeno per un momento. Per il resto ritengo che, da ragazzi, si è semplicemente spensierati e non si pensa al futuro, né alle conseguenze delle proprie azioni”.

Alessandro Intini, l’interprete di Sergio, il leader del gruppo, ha commentato: “Nonostante Sergio appaia come un “cazzarone”, in realtà è un ragazzo buono di fondo e che ama moltissimo i propri amici: lo dimostra nella scena in cui salva Francesco dal tentativo di suicidio”. Sulla stessa linea Recchia: “Guglielmo è semplicemente un ragazzo che si sente onnipotente: se arriva al limite, vuole oltreppassarlo.”