Oggi, in data 11 Aprile 2013, si è tenuta nella cornice del cinema Adriano di Roma l’anteprima del film Passione sinistra, ultima fatica del regista Marco Ponti (già autore del cult Santa Maradona) in uscita nelle sale italiane a partire dal 18 Aprile, distribuito in 250 copie.

 
 

Dopo la proiezione, si è tenuta la conferenza stampa a cui hanno preso parte il regista stesso, gli attori Alessandro Preziosi, Valentina Lodovini, Eva Riccobono, Vinicio Marchioni, Geppi Cucciari, l’autrice del romanzo da cui è stato ricavato il film Chiara Gamberale (il suo “Una passione sinistra” è edito da Bompiani), alcuni rappresentanti della BiancaFilm e altri comprimari del cast.

passione sinistra

La conferenza si è aperta con una domanda riguardante la collaborazione tra Ponti e la Gamberale per l’adattamento del romanzo (Ponti è anche sceneggiatore del film): la produttrice Donatella Botti ha acquistato i diritti del romanzo e ha proposto l’idea dell’adattamento. Così, è cominciata la ricerca di un regista abbastanza spregiudicato da rappresentare due mondi totalmente diversi (quello “di destra” vs quello “di sinistra”) senza ricadere però negli stereotipi più comuni. Anzi, il lavoro di Ponti ha stupito la Gamberale perché ha arricchito l’universo di “passione sinistra” di dettagli pungenti non presenti nel libro. Durata la lavorazione, quella distinzione radicale, abissale tra destra e sinistra, si è precipitosamente infranto lasciando il posto a un cambiamento della situazione italiana, un mutamento messo in luce attraverso lo sguardo della commedia romantica di stampo quasi americano (o comunque dal respiro europeo, come hanno sottolineato alcuni critici tirando in ballo titoli come “Notting Hill”). L’autrice in un primo momento si era completamente tirata fuori dal progetto dell’adattamento per poi rientrarci necessariamente, perché comunque il suo romanzo è principalmente la storia di un tradimento, le interessava mettere in luce il potere dell’attrazione verso ciò che ci disgusta in un’altra persona completamente diversa e opposta a noi.

Si è passato, poi, ad analizzare nel dettaglio i personaggi.

Il film comincia con un microcosmo di personaggi intrappolati in situazioni limitanti, fino al finale in cui i due protagonisti –soprattutto!- intuiscono che ci sarà comunque un cambiamento, un nuovo vento di novità. Secondo Alessandro Preziosi, per esempio, la metafora della nascita di un figlio (leitmotiv presente già dai titoli di testa) rappresenta lo sconvolgimento delle certezze di una coppia, e diventa così metafora di un momento di caos come quello in cui ci troviamo adesso, augurandoci proprio un cambiamento radicale. E proprio l’attore parla del suo personaggio, Giulio, un arrogante rampollo di una ricca famiglia di industriali inevitabilmente di destra: il regista Marco Ponti ha confessato a Preziosi di aver scritto il copione pensando direttamente a lui, “tenendo una sua foto sul comodino” (commenta con ironia l’attore partenopeo),e questo ovviamente lo ha lusingato ma anche “preoccupato” perché il personaggio di Giulio è arrogante, maschilista e qualunquista, l’idea di un mondo migliore non lo sfiora minimamente… insomma, un personaggio diametralmente opposto rispetto all’attore stesso! Confida, inoltre, che hanno lavorato tutti insieme al copione cercando di rendere concrete le varie discussioni sui personaggi: soprattutto il lavoro con la Lodovini è stato ottimo, perché i due hanno trovato un’intesa perfetta che è poi scaturita in una serie di “scaramucce” sul set tra i due, divertenti diverbi che spingevano Ponti a prendere delle decisioni in merito al copione sentendo e valutando le idee di tutti e due. A prendere la parola dopo è stata Valentina Lodovini, che ha commentato il suo personaggio di Nina definendola come una novella “Alice nel paese delle meraviglie”, una donna alla ricerca di se stessa il cui fattore di vulnerabilità è dovuto proprio alla sua incertezza esistenziale, ricerca però slegata dalla necessità di trovare a tutti i costi l’uomo della sua vita… Nina cerca di prendersi quello che vuole con grande risolutezza, come riflette per esempio la scelta di avere un figlio prescindendo dal confronto con la volontà del partner. La Lodovini ammette di amare molto il cambiamento, diffidando di chi è categorico e di chi rimane troppo fermo sulle sue convinzioni.

Passione-sinistra-filmPer quanto riguarda il personaggio di Bernardo, interpretato da Vinicio Marchioni, l’attore riconosce che è un carattere che non cambia mai nel corso della pellicola: egli è l’eterno fidanzato di Nina, uno scrittore “impegnato” di sinistra sempre ad un passo dal successo ma destinato a fare la giovane promessa a vita. Scrive dei libri ed è sempre indaffarato a promuoverli in giro per l’Italia, incarnando così il prototipo dell’intellettuale autoreferenziale per cui è più importante promuovere la propria opera piuttosto che realizzarla. E questo suo egocentrismo sfrenato e narcisista lo spinge ad intrecciare in modo compulsivo una serie di relazioni con svariate donne, tradendo la sua compagna Nina. L’attore gli ha conferito, inoltre, un accento toscano per rendere il personaggio di Bernardo più simpatico ed accettabile agli occhi del pubblico. Marchioni ha paragonato “passione sinistra” ad una commedia sofisticata americana dove si tirano in ballo temi molto “alti”- come le ideologie politiche- messi in discussione dalla quotidianità delle esistenze dei vari personaggi; ma quando le ideologie si scontrano con l’usura della vita reale e la monotonia quotidiana facendo prevalere i sentimenti, a quel punto si arriva a rimettere tutto in discussione.

Eva Riccobono prende con ironia e leggerezza il suo personaggio, la biondona svampita Simonetta: avendo lavorato a lungo come modella, da sempre si è dovuta confrontare con un luogo comune che la voleva “bella, bionda e stupida” dando per scontato che, facendo quel tipo di mestiere, non potesse essere altro che un’oca… un personaggio così svampito, fuori luogo e fuori di testa era già in lei, visto che si definisce autoironica e ha sempre giocato su questo immaginario collettivo falsato. Simonetta non è solo stupida, quanto svitata e costantemente “fuori centro”, un personaggio tipicamente da film americano, talmente divertente da spingerla a portarlo avanti pure durante le pause dal set!

Anche la Cucciari, naturalmente, ha un atteggiamento ironico verso il suo personaggio, Martina, amica di Nina: Ponti le ha sempre dato modo di improvvisare sul set, e se nelle ripetizioni della stessa scena decideva di cambiare qualcosa o di aggiungere una sfumatura anche all’ultimo momento, lui gli dava carta bianca; anzi, tante volte era lui ad incentivarla suggerendole delle battute poco prima di girare! Riconosce, inoltre, di avere numerose somiglianze con il personaggio di Martina, con al sua assoluta sincerità e schiettezza: chiunque dovrebbe avere un’amica del genere accanto!

Prescindendo, quindi, da qualunque simbologia o riferimento diretto alla realtà politica italiana (per esempio, il personaggio del giovane neo-sindaco di Roma rampante modellato sul re dei Lemuri di “Madagascar” per come concepisce il potere!) l’ambizione di Ponti era quella di raccontare con affetto e leggerezza un’umanità che vive intorno a noi mostrando in scena due personaggi (Nina e Giulio) un po’ prigionieri di un vecchio schema mentale e di voler provocare un loro incontro-scontro attraverso i meccanismi tradizionali della rom-com. Così, la collisione tra passione politica e passione amorosa diventa il propellente per generare qualcosa che, si spera, possa essere un’Italia nuova, meno bloccata, meno prigioniera di luoghi comuni e incapacità di agire.