Il 27 ottobre viene presentata alla Festa del Cinema di Roma la versione restaurata di Italiani brava gente, film diretto da Giuseppe De Santis (Riso Amaro, Non c’è pace tra gli ulivi) nel 1965. La proiezione avverrà alla presenza di Raffaele Pisu, unico protagonista maschile ancora vivente, e della vedova del regista, Giordana Miletic De Santis.

Italiani brava gente è un grande film epico e spettacolare, che si inserisce nella tradizione del cinema sovietico sulla grande guerra patriottica. De Santis racconta l’odissea di alcuni soldati italiani durante la campagna di Russia e il loro rapporto, conflittuale ma a tratti anche solidale, con l’Armata Rossa e soprattutto con la popolazione sovietica.

Il restauro è stato finanziato dalla Genoma Films e realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Ciò è stato possibile anche grazie al contributo di Ebano Spa, della Banca Popolare di Fondi e alla preziosa consulenza dell’Associazione Giuseppe De Santis.

La Cineteca Nazionale ha operato partendo dai negativi originali 35mm e dalla colonna sonora, messi a disposizione dalla Galatea e con la collaborazione di Intramovies. La versione che verrà presentata alla Festa del Cinema è tratta direttamente dal negativo originale.

“Da tempo era mio desiderio riuscire a far restaurare questo film, – dichiara Paolo Rossi Pisu della Genoma Films – non solo come omaggio a mio padre, ma come tributo al valore del film nel panorama della nostra tradizione cinematografica.”

Grande protagonista della conferenza stampa è proprio l’attore Raffaele Pisu, che racconta alcuni aneddoti riguardati la lavorazione del film, descritta come “estremamente faticosa”. L’attore ricorda del suo coinvolgimento al progetto, voluto fortemente da Giuseppe De Santis, che credeva nelle sue potenzialità drammatiche.

“Ho pianto quando lessi il copione di questo film. – esclama Pisu – Ho accetto quella parte perché mi riconoscevo terribilmente tanto nel protagonista e volevo dare voce e corpo alla sua umanità.”

Pisu ricorda inoltre l’esperienza di lavorare a stretto contatto con De Santis, descrivendolo come “tecnicamente ineccepibile, ma forse gli mancava il cuore. Giuseppe era crudo nelle sue rappresentazioni, voleva mostrare il volto della disumanità e non concedeva dolcezze. Ma questo perché era un professionista, e il mio rapporto con lui è sempre stato di grande amicizia. Sono onorato di aver lavorato con lui ad un film tanto importante.”

All’attore viene chiesta poi una riflessione sulla società italiana odierna, e se egli consideri ancora gli italiani “brava gente”. “Io penso di sì. – risponde Pisu – Ci sono ancora tanti valori e tanti giovani meritevoli, solo che non vengono aiutati. Non gli viene insegnato nulla, e la colpa è nostra. La televisione di oggi, ad esempio, è prevalentemente spazzatura, non si produce più cultura. E vorrei poter essere ancora più duro di così a riguardo.” 

A conclusione della conferenza stampa viene infine annunciato ufficialmente il progetto del Museo del Neorealismo Cinematografico nella città di Fondi, luogo di nascita di Giuseppe De Santis. La struttura ha ottenuto nel giugno di quest’anno la delibera regionale, con i sopralluoghi attualmente in corso e i lavori previsti per i primi mesi del 2019. Il museo sarà dotato di tutte le avanguardie museali, per attrarre un pubblico di ogni età, e l’inaugurazione è prevista nell’arco di un paio d’anni.

Tornando a parlare del film, Paolo Rossi Pisu dichiara che la Genoma Films sta tentando una distribuzione cinematografica e televisiva, e possibilmente anche una distribuzione in home video. In attesa di ciò il film verrà proiettato il 2 dicembre a Fondi, nell’Auditorium della Banca Popolare, alla presenza di Raffaele Pisu.

Proprio quest’ultimo decide di chiudere con una preghiera: “ricordate sempre quelle persone che con le scarpe rotte hanno combattuto per il nostro paese e hanno scritto la storia. I nostri soldati erano degli eroi, e vorrei rendere loro un sentito omaggio.”