Stai Lontana da meNella splendida cornice del cinema Cavour si è tenuta oggi la conferenza stampa del film Stai Lontana da me, diretto da Alessio Maria Federici. Erano presenti la rappresentante Cattleya A. Lombardi, l’amministratore delegato di Rai Cinema A. Del Brocco, il regista, Ambra Angiolini, Enrico Brignano, Giampaolo Morelli e altri comprimari.

 

Il film è un remake della commedia francese Per sfortuna che ci sei (2010), e Del Brocco ha da subito ammesso di essersi divertito a rivedere il prodotto finito, che verrà distribuito in 300 copie o forse 500.

La pellicola è un tentativo di mixare la classica rom-com con il tema della sfortuna: una vera sfida per il regista Federici, al suo quasi “esordio” dietro la macchina da presa (dopo la commedia Lezioni di cioccolato 2) e riuscito solo grazie alla collaborazione con gli sceneggiatori Edoardo Falcone e Davide Lantieri.

Rispetto all’originale francese, il film è più “umano, caldo”, almeno così hanno precisato cast tecnico ed artistico, con tanto di battute da parte del co- protagonista Giampaolo Morelli il quale, tirato in causa, ammette che la sfortuna è un tema a lui molto caro perché napoletano… e ha inoltre ironizzato insieme alla protagonista A. Angiolini su alcune scene, affrontate da lei con il piglio di una “Nikita della sfiga”, come ha definito il suo personaggio la Angiolini, quello di Sara.

Alla domanda se è più forte la sfortuna o l’amore, la protagonista del film risponde che noi affidiamo alla “sfiga” tutto quello che non vogliamo fare o che non riusciamo a fare nella vita, opinione con cui si è trovato d’accordo anche il protagonista E. Brignano, che l’ha scelta come “spalla” trovando in lei un’alchimia praticamente perfetta.

Tra le altre domande, una riguardava la spinta che ha mosso il regista e il team a girare un remake di un altro film di successo francese: la voglia ai delegati della casa di produzione Cattleya dopo la prima visione dell’originale e la conseguente intenzione di adattarlo alla cultura italiana, visto un tema come quello trattato che ben si adatta alla nostra tradizione folkloristica.

Un’altra domanda, invece, rivolta al regista, riguarda la sua esperienza come aiuto regista insieme a registi come Miniero e Genovese, dai quali ha appreso la capacità di raccontare un intero mondo attraverso poche immagini, Luchetti dal quale ha appreso la leggerezza nel tocco e da Massimiliano Bruno dal quale ha tratto la voglia di spingersi sempre su una vena umoristica, varcando il limite della perfezione estrema.

Come ha tenuto a precisare Brignano, il film non è un assolutamente un cinepanettone, perché ci si trova in un contesto ben lontano dal clima natalizio.

Il regista sottolinea, inoltre, l’importanza dei piccoli ruoli, fondamentali per il nostro cinema ma non solo: avere a disposizione degli attori bravi anche in piccoli ruoli li rende funzionali per la riuscita efficiente di un film.

Tra le domande finali, riguarda la versatilità dei due protagonisti (che passano agevolmente dal teatro al cinema), se sono superstiziosi e se ritengono che adesso sia più difficile far ridere.

Brignano è superstizioso ma nei limiti di un attore d’estrazione teatrale, senza farsene una malattia. Ammette che di questi tempi far ridere è più facile, perché con la crisi la gente ha più voglia di ridere, ne ha bisogno e spende volentieri i suoi soldi per vedere uno spettacolo divertente e leggero. Nei tempi di guerra i comici erano più richiesti, infatti.

Secondo la Angiolini, la sfortuna “non esiste”, o meglio: in teatro ci si crede di più perché è più difficile ogni sera replicare e contare solo su se stessi, mentre invece è più facile affidarsi alla scaramanzia e alla sfortuna, riversando il proprio insuccesso su qualcosa di altro ed incontrollabile. Per quanto riguarda la comicità, è molto complicato far ridere, il difficile è lanciare uno sguardo nuovo e diverso sulla quotidianità e provocare il riso.

Ultima domanda, poi, riguardava da vicino cosa avevano trovato di intrigante i protagonisti nei confronti dei loro personaggi.

Secondo Brignano il personaggio di Jacopo è un ruolo diverso da tutto ciò che gli era stato proposto fino ad oggi: adesso ha finalmente modo di scegliere, autonomamente, quali copioni selezionare: e proprio la totale libertà nella scelta lo ha affascinato a tal punto da “scegliere” di dare vita e corpo a Jacopo. La Angiolini si è detta onorata di poter lavorare di nuovo con il regista, che le ha permesso per la prima volta di non interpretare il solito ruolo di donna complessa e borderline quanto quello di una ragazza tenera e dolce.

Il film uscirà nelle sale il 14 Novembre.

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Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Ventiquattro anni, di cui una decina abbondanti passati a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Collabora felicemente con Cinefilos.it dal 2011, facendo ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.