Tre menifesti a Ebbing, Missouri

Martin McDonagh, autore di Sette Psicopatici e di In Bruges, torna al cinema con una storia che scrive e dirige, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri presentato in concorso a Venezia 74.

Il regista di origini irlandesi ha raccontato il suo film e la sua umanità dolente ma ironica, insieme ai suoi protagonisti, Frances McDormand, Sam Rockwell e Woody Harrelson.

IN Tre Manifesti a Ebbing, Missouri Mildred (McDormand) affitta tre grandi cartelloni pubblicitari (i billboard del titolo originale) in cui si chiede perché non è stato arrestato ancora nessuno per lo stupro e omicidio di sua figlia adolescente, tirando in ballo la polizia e la sua “pigrizia”.

L’idea della storia è arrivata da un manifesto simile che il regista ha visto 20 anni fa. “Ho visto una cosa molto simile anni fa, una cosa violenta e oscura e ho pensato a chi potesse mai fare un gesto del genere. La cosa è rimasta sul fondo della mia testa e alla fine ho deciso che potesse essere una madre. I miei primi due film erano concentrati su uomini, e così ho pensato che dovesse essere ora di portare in scena una donna, una madre, molto molto forte. Poi immaginando Frances McDormand mentre scrivevo, tutto è stato più facile.”

Per la protagonista, una straordinaria Frances McDormand alla sua migliore interpretazione dopo la Maggie di Fargo, ha dichiarato: “La storia è una combinazione di divertimento e malinconia e si tratta dell’elemento migliore che si potesse trovare nello script. C’era una grandissima sceneggiatura, e quando succede questa cosa, quando ti trovi tra le mani una sceneggiatura così, non vieni mai trascinato dalla malinconia dei personaggi ma la cavalchi, ed è quello che è accaduto a tutti noi.”

E Martin McDonagh incalza, spiegando così la scelta dei suoi protagonisti: “Sono i migliori attori della loro generazione, Frances in particolare è così attenta. Uno dei punti fondamentali della storia era che fossero vicini alle persone normali, e loro lo sono. Ho già lavorato con Woody e Sam.”

A chi dice che la Mildred del film possa portare la McDormand di nuovo agli Oscar, Frances risponde: “Mildred è la mia Marge (personaggio di Fargo premiato con l’Oscar, ndr) cresciuta. Il mio personaggio era interessante perché alcuni suoi tratti sono simili a quelli di un personaggio del western. Quando pensavo a delle icone del cinema a cui ispirarmi mi venivano in mente solo uomini, e così ho pensato a John Wayne, riferimento che è stato lasciato fuori dal film perché in un paio di scene avevo anche imitato la sua camminata.”

Ma da dove arriva l’ispirazione per una sceneggiatura così puntuale e dei personaggi così realistici? McDonagh risponde: “L’umanità in ognuno. Il segreto è che nessuno è solo cattivo e nessuno è solo buono. Mildred è la protagonista, ma è un’eroina vuota a volte, mentre Dixon è razzista e folle, ma allo stesso tempo cresce come essere umano. E Willoughby è una persona per bene, ma deve fare i conti con i suoi demoni. Il segreto della sceneggiatura è vedere l’umanità nascosta ma presente in ognuno.”

Woody Harrelson ha già lavorato con McDonagh in Sette Psicopatici (come Rockwell), e conosce il regista da molti anni. Sul suo personaggio spiega semplicemente: “Il personaggio era sulla pagina, erano tutti molto ricchi. E il mio lavoro è stato solo quello di portarlo in vita. Se come interprete non hai gli elementi drammatici non puoi avere nemmeno il talento di far ridere e in questo film le cose si mescolano benissimo, anche perché le mie scene con Frances sono state magnifiche, lei è magnifica. È un piacere lavorare con lei, sei sul ring con una forte, molto forte. È stato divertente.”

Dal canto suo, Sam Rockwell interpreta il personaggio con la crescita personale più marcata; il suo Jason Dixon, poliziotto razzista e violento, subisce la più profonda metamorfosi. Per preparare il ruolo, Rockwell ha fatto un particolare tipo di ricerche: “Ho osservato i poliziotti per prepararmi al personaggio, anche Woody lo ha fatto ed è un grande show, credetemi. Ma è una questione di approccio e abbiamo avuto tanti suggerimenti osservando i modi di fare. Ma, ecco, sono persone, ed è sempre bene osservarle. Sono persone.”

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, che almeno per la sceneggiatura e le interpretazioni corre il serio rischio di venire premiato a Venezia 74, uscirà in Italia il prossimo 11 gennaio 2018.