After Earth recensione

M. Night Shyamalan torna sul grande schermo con uno sci-fi che ha alla base della sua storia l’analisi dei rapporti tra padre e figlio, ricedendo quindi in pieno nella poetica dell’autore di Philadelphia. After Earth è un viaggio su un pianeta sconosciuto e una ricerca di sentimenti e relazioni che i protagonisti non pensavano di riuscire a costruire.

 
 

Il Pianeta Terra ha esaurito le sue risorse e il genere umano è stato costretto a “traslocare” in altri luoghi. Questi posti, sconosciuti prima, si rivelano essere popolati da tremendi mostri, gli Orse, che pur essendo ciechi riescono a percepire la paura della loro preda. Tra i ranger addestrati per fronteggiarli, Cupher Raige è una vera leggenda: dotato di una particolare capacità che gli permette di controllare la sua paura, è uno spettro che si avvicina agli Orse senza essere avvertito le li uccide. Il grande combattente però è un padre severo e un po’ freddo, incapace di instaurare un vero rapporto con il figlio che cerca a tutti i costi di attirare la sua attenzione. Quando, a seguito di un incidente, si troveranno sperduti su un pianeta ostile, dovranno imparare  a fare squadra per riuscire a sopravvivere.

After Earth, il film

Dopo i due flop di E Venne il Giorno e L’Ultimo Dominatore dell’Aria, Shyamalan era atteso al varco da tutti i fan che l’hanno amato alla follia nella prima e brillante parte della sua carriera. Purtroppo però After Earth delude tutte le attese, confermando una crisi creativa del regista che per la seconda volta attinge a storie non sue e si “presta” a girare il film di qualcun altro.

Pur  avvertendo che dietro alla macchina da presa c’è Shyamalan, che non rinuncia a inserire nel suo film l’ingenua rappresentazione dei buoni sentimenti che così splendidamente lo caratterizza, il film resta impantanato in una sceneggiatura scritta male, che pur presentando tutti gli step che caratterizzano la classica storia iniziatica associata alla ricostruzione del legame padre figlio, non riesce in nessun momento a coinvolgere davvero lo spettatore. Si arriva anzi addirittura a sorridere di personaggi un po’ troppo naive, persino per il buon Night, che in passato ha fatto della semplicità e dell’immediatezza la sua carta vincente.

Nulla da dire agli effetti visivi, molto verosimili e mixati in maniera omogenea con le riprese dal vero, tuttavia non sono un paio di scimmie in CGI a fare a bellezza di un film che sembra davvero uno spreco di energie. Demerito della storia scritta da Will Smith? O forse dei due protagonisti, lo stesso Smith con il figlio Jaden? O ancora magari di Shyamalan che non ha più il coraggio di raccontare una storia sua?

After Earth è un film che per quanto sia ambizioso, vola basso per risultato finale, riscuotendo più battute e sorrisi involontari che ammirazione per la storia di coraggio che pur racconta.

After Earth: trailer ufficiale