Biancaneve e il Cacciatore – C’era una volta un regno magico e rigoglioso, dove il Re viveva con gioia insieme alla sua Regina e alla sua unica figlia, Biancaneve. Quando la Regina morì, il Re si risposò con la misteriosa e bellissima Ravenna e fu così che firmò la sua condanna a morte. La giovane donna si rivelò essere una strega divoratrice di Regni, e fu così che uccise il Re e imprigionò la bella principessa. Quando Biancaneve, crescendo, divenne più bella della Regina cattiva, la sua vita fu in pericolo.

La premessa di Biancaneve e il Cacciatore non è molto diversa da come ce l’ha raccontata Walt Disney nel lontano 1937, solo che in questo caso, la giovane Biancaneve invece di scappare e di rifugiarsi nella casetta dei nani, è fortemente decisa a riconquistare il regno di suo padre, aiutata non solo dai nani e dal principe, ma anche da un volitivo cacciatore senza nome, dal passato tormentato e dal buon cuore. Rupert Sanders confeziona un buon film che ha i suoi momenti migliori nelle scene paesaggistiche e di battaglia, nelle cariche della cavalleria sulla costa e negli inseguimenti sulle colline.

Accanto alla buona regia ci sono altri due elementi davvero eccellenti nel film: in primo luogo sottolineiamo l’importanza e la bellezza della colonna sonora del film, altra opera mirabile di James Newton Howard, che sempre più spesso sta confermando il suo notevole talento. Dall’altro lato ci sono i sontuosi costumi di Coleen Atwood, costumista per eccellenza di Tim Burton, che si è prestata ancora una volta al fantasy con esiti mirabili, soprattutto sul bel corpo della Regina cattiva.

Biancaneve e il Cacciatore

E proprio lei, con i suoi scatti d’ira e la sua terribile perfidia, è da considerarsi la vera protagonista del film, una Charlize Theron particolarmente affascinante (non le riesce difficile) e crudele, che ammalia con uno sguardo e uccide con un dito. Il suo personaggio viene dotato di un passato, di motivazioni e addirittura di giustificazione per la sua perfidia. Nulla può contro il suo fascino, la giovane protagonista ufficiale Kristen Stewart, nei panni di una Biancaneve agguerrita e decisa a riprendersi il suo trono. Purtroppo la grinta del personaggio su carta non riesce a prendere vita nella recitazione un po’ fiacca della Stewart che fatica a mostrarsi sciolta e decisa, anche davanti ad un esercito ai suoi comandi.

A difendere Biancaneve e ad insegnarle a combattere c’è il misterioso cacciatore interpretato da Chris Hemsworth. L’attore australiano sta attraversando un momento particolarmente felice della sua carriera, anche se potrebbe correre il rischio di rimanere intrappolato in un determinato tipo di ruoli, condizionato dalla sua prestanza fisica, quando in questo film dimostra di essere un attore con buone potenzialità, capace anche di accenti drammatici e commoventi. Inesistente o meglio insignificante il personaggio del principe, interpretato da Sam Claflin, più per mancanza di sviluppo in sceneggiatura che per carenze dell’attore.

Particolarmente significativo ed evocativo il parterre di nani, trai quali spiccano Ian McShane, Bob Hoskins, Ray Winstone e Nick Frost. Il film è corredato da una messa in scena molto credibile e degli effetti visivi che offrono chiara l’immagine della magia che domina sovrana tutto il Regno.

Biancaneve e il Cacciatore, per il quale già si parla di un sequel, è un film che ha la sua pecca maggiore nella scelta della protagonista, ma che riesce comunque a coinvolgere con tanta magia, molta della quale oscura e seducente, e un’atmosfera da favola nera.

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