Blue Beetle: recensione del cinecomic latino della DC

Da Cobra Kai all'esordio da supereroe, Xolo Maridueña...

Blue Beetle recensione film
Copyright: © 2023 Warner Bros. Ent. All Rights Reserved. TM & © DC

Il Blue Beetle al cinema dal 17 agosto (distribuito dalla Warner Bros.) è il cinecomic adatto per la lunga estate calda i cui strascichi precedono l’inizio del grandi festival internazionali. Tra gli evidenti ammiccamenti all’audience teen e il tentativo di rinnovare l’Universo tematico della concorrente della Marvel, la scelta dello Xolo Maridueña del Cobra Kai di Netflix come primo supereroe latino della DC è la chiave del film del portoricano Ángel Manuel Soto (La granja, Charm City Kings). Nel quale la vera protagonista è la famiglia Reyes, e i tanti attori sudamericani impiegati, dalla nonna Adriana Barraza (Rambo: Last Blood, Thor) a mamma Elpidia Carrillo (la saga di Predator) e papà Damián Alcázar (Narcos, Le cronache di Narnia – Il principe Caspian), oltre alla bella Jenny Kord interpretata dalla modella brasiliana Bruna Marquezine (God Save the King), sullo schermo figlia della perfida Victoria affidata a una molto divertita Susan Sarandon.

Jaime Reyes è il Blue Beetle

C’è tutta la famiglia – nonna compresa – ad aspettare il ritorno dagli Stati Uniti del neolaureato Jaime Reyes, ma la Palmera City che il ragazzo aveva lasciato non è quella che sperava di ritrovare. Pieno di aspettative e aspirazioni, pronto a mettersi in gioco e trovare il suo posto in un mondo nuovo (oltre a realizzare il suo sogno di una piscina a sfioro), Jaime viene inaspettatamente in contatto con un’antica reliquia, uno scarabeo che si rivela essere un manufatto alieno, un congegno biotecnologico d’avanguardia che lo sceglie come ospite simbiotico e gli ‘dona’ un’incredibile armatura dai poteri straordinari. Quelli necessari a contrastare i piani delle industrie Kord, sul punto di lanciare la produzione in larga scala dei suoi esoscheletri da combattimento.

Blue Beetle recensione
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La DC al cinema cambia forma

Dagli aracnidi della Marvel ai coleotteri della DC Comics il passo non è breve, ma è sicuramente un merito del film e dei suoi realizzatori quello di esser riusciti a evitare la sorte dei vari Batgirl, Black Canary, Deathstroke, Lobo o The Atom e degli altri scomparsi progetti che avrebbero dovuto popolare l’ormai defunto DCEU. Forse anche proprio per l’essere nata come opera a “medio budget” che avrebbe dovuto avere tutt’altra destinazione, televisiva in questo caso.

Blue Beetle Susan Sarandon
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Eppure, per quanto quella di Xolo Maridueña si confermi una scelta ideale per il prodotto realizzato e il pubblico identificato come riferimento principale, l’apparizione dell’ex Miguel Diaz del Cobra Kai di Netflix avrebbe avuto miglior fortuna – e forse platea più adeguata – sulla HBO Max prevista inizialmente. Nonostante, per altro, molti dei lungometraggi del genere arrivati in sala non possano vantare una squadra come quella assemblata mettendo insieme un direttore della fotografia come Pawel Pogorzelski (Midsommar, Hereditary), una costumista candidata all’Oscar come Mayes C. Rubeo (Jojo Rabbit e i film di Thor), Kelvin McIlwain (The Suicide Squad, Aquaman) come supervisore agli effetti visivi e Craig Alpert (Deadpool 2, The Lost City) al montaggio.

Un ‘fumettone’ con un messaggio sociale

Blue Beetle film 2023Siamo lontani da alcuni dei film citati – e probabilmente dall’Aquaman e il regno perduto di James Wan che lo seguirà il prossimo 20 dicembre – in questa celebrazione dell’anima latina e messicana spesso discriminata al di là del muro tanto fortemente voluto da Donald Trump. Una parte fondante degli Stati Uniti che però anche qui viene rappresentata in maniera piuttosto fanciullesca e bonaria, pur offrendo l’opportunità di inserire temi come immigrazione, speculazione e sfruttamento imperialista, violenza e impunità, insieme soprattutto all’importanza delle radici. Fin troppo presenti, visto il presenzialismo dei vari Reyes (su tutti lo zio Rudy di George Lopez e la spesso eccessiva sorella della Belissa Escobedo di Hocus Pocus 2) al fianco del loro eroico rampollo, e tali forse da indebolire il risultato finale, nonostante l’aiuto dato sul piano narrativo e action.

Macchiette, a tratti, delle quali non si sentiva effettivamente il bisogno e che ci auguriamo – per il film – possano incontrare il gusto degli spettatori cui si rivolge, ma anche che non impediscano al Blue Beetle di tornare in prossimi capitoli di questo Universo esteso. Per scoprire davvero le potenzialità di questo supereroe, ormai più consapevole di sé e del proprio ruolo, una volta chiusa la parentesi tutta ‘salsa’ e ‘abuelos’, gadget alla TMNT e combattimenti tra i Power Rangers e Machete, nella quale si assiste persino al recupero del cattivissimo Carapax di Raoul Trujillo e ci si commuove per la citazione (che in pochissimi ormai coglieranno) del Chapulin Colorado, indimenticabile parodia degli eroi mascherati che andava in onda sulla tv messicana negli anni ’70.