bumblebee

Dal 2007, Bumblebee, l’autobot giallo che diventa una fiammante Camaro, è stato il Transformers preferito dal grande pubblico che ha seguito il franchise al cinema. Complice l’alchimia con il giovane Sam Witwicky e il fatto che i suoi circuiti del linguaggio fossero danneggiati, costringendolo a parlare con le frasi delle canzoni dalla sua autoradio, l’Autobot ha sempre destato grande simpatia trai fan del franchise. Non è stata quindi una sorpresa, quando è stato annunciato che sarebbe stato lui il protagonista del primo spin-off “a basso budget” dei Transformers, scelta obbligata dopo il tonfo de L’Ultimo Cavaliere e tentativo di far ripartire il franchise con una nuova marcia.

La trama di Bumblebee

L’intento è stato perseguito rimpicciolendo la scala del film stesso e tornando indietro nel tempo, negli anni ’80. Seguiamo Charlie, una ragazzina che sta per compiere 18 anni e che, a seguito della morte del padre, si sente smarrita, nonostante una madre apprensiva e un patrigno pieno di buona volontà. La nostra protagonista si troverà a incrociare il suo cammino con quello di un maggiolino giallo, che si rivelerà essere proprio lui, Bumblebee. L’Autobot è arrivato sulla Terra in avanscoperta: Optimus Prime gli ha dato il compito di trovare una base sicura contro i Decepticon. Alle sue calcagna, due robot dello schieramento avversario, che faranno squadra con l’esercito e daranno ai due protagonisti del filo da torcere.

La voce di Bumblebee

Messa da parte l’azione frenetica e la regia di Michael Bay, che qui compare in veste di produttore, il film è diretto da Travis Knight e si fonda sull’amicizia tra la protagonista, interpretata da Hailee Steinfeld, e il robot, che, in italiano, nel prologo, ha la voce del campione di volley Ivan Zaytsev (qui la nostra intervista). Un’amicizia tra un alieno e una ragazzina e una storia ambientata nel 1987; l’effetto nostalgia è dietro l’angolo e la produzione si cura di omaggiare tutti i capisaldi del cinema per ragazzi degli anni ’80, da Navigator e Corto Circuito, passando, ovviamente, per E.T. L’Extraterrestre, del quale Knight cita filologicamente la scena dell’esplorazione della casa di Charlie da parte del goffo robot.

I protagonisti di Bumblebee

L’attenzione ritorna ai personaggi, ai protagonisti di carne e ossa ma anche ai robot, a Bumblebee, che riesce a far emergere la sua personalità, e questo a scapito dell’azione, il che, dati gli eccessi dei capitoli precedenti, non può che giovare alla forza della storia. Si avverte quindi l’esigenza di tornare a raccontare, e meno l’impulso a mostrare soltanto la grandiosità degli effetti visivi, elemento caratteristico dell’intera saga.

Una storia di amicizia

Charlie non sarà certo il Sam di Shia LaBeouf, e la battaglia per salvare il Mondo è senza dubbio più epica rispetto a quella per salvarsi la pelle, ma Bumblebee riporta il muscolo cardiaco, caldo e irrorato di sangue, nel petto del franchise. Ovviamente l’effetto nostalgia è sempre dietro l’angolo e sembra essere utilizzato con grande intelligenza da Knight, ma una volta identificato e aggirato, il film si rivela un’avventura comica, condita con un pizzico di azione e una sincera storia di amicizia.

Il trailer di Bumblebee