Da poco il suo Blue Valentine è uscito nelle sale italiane, pur essendo datato 2010, e Derek Cianfrance si ritrova a illuminare gli schermi del nostro Paese con Come un Tuono (in originale The Place Beyond the Pines) storia di vendetta, redenzione e lotta contro una realtà ed un destino che sembra ineluttabile.

In Come un Tuono un uomo, motociclista di professione, resta sconvolto dalla notizia di essere diventato padre. Decide di lasciare la sua vita da ambulante e di provare ad occuparsi del bambino, ma la strada che sceglie è quella della rapina, che inevitabilmente lo porta a cacciarsi nei guai. A dargli la caccia c’è un poliziotto, un animo nobile e integerrimo che però si trova coinvolto in un giro di corruzione e di droga che gli farà capire presto il modo di agire corretto in una tale società. Quindici anni dopo, due adolescenti turbolenti si incontrano a scuola e fanno amicizia, ma una terribile verità che li accomuna potrebbe avere devastanti conseguenze.

Cianfrane ritrova l’ottimo Ryan Gosling e gli affida la prima parte del film, il ruolo di Luke il Bello che l’attore di Drive interpreta con l’ormai mono-espressiva efficacia che lo contraddistingue e che costituisce il mistero e il motivo del suo talento. A Ryan Gosling si affianca Eva Mendes, che in Come un Tuono interpreta la bella Romina, una donna normale, con un bambino e un compagno, che la accoglie in casa sua nonostante il figlio non sia suo, una madre alla quale badare e un lavoro che le serve per mandare avanti la baracca, una donna normale, un po’ sciatta a volte, eppure straordinariamente bella nella sua verace sensualità e nel suo solido e discreto talento.

Come un Tuono, il film

A loro fa seguito Bradley Cooper,  che interpreta l’integerrimo poliziotto Avery, uomo ligio al dovere, attento al protocollo, che non si risparmia suo campo e fuori, che va a scontrarsi “di faccia” contro la corruzione che si è infiltrata in maniera capillare nel suo stesso distretto. Userà quest’arma nel modo migliore e più conveniente alla sua carriera, ma a che prezzo? L’attore, reduce dalla straordinaria performance de Il Lato Positivo, ci regala in questo caso una interpretazione più ordinaria ma ugualmente interessante nella messa in scena del conflitto interiore di un uomo che rinuncia irrimediabilmente alla sua moralità per riuscire a rimanere a galla.

Nel terzo e conclusivo atto, il film sembra raccontarci che le colpe dei padri vengono ereditate dai figli, che se un uomo è cattivo, o se fa qualcosa di cattivo, la sua progenie lo sarà altrettanto, ricordando vagamente, seppure con qualche variante, l’ereditarietà della colpa cantata da Sofocle nel sul Edipo Re.  A raccontarci questo terzo capitolo ci sono due giovanissimi attori: Emory Cohen e Dane Dehaan, entrambi molto bravi e promettenti.  Se Cohen è noto principalmente per la sua partecipazione alla serie Smash, Dehaan ha già dato prova di grande talento in Chronicles e ora lo vedremo presto nel sequel di The Amazing Spider-Man, nei panni di Harry Osborn.

La tripartizione suddivide il film per argomenti e ritmi, cosa che ne appesantisce la fruizione, dando al film una struttura disomogenea. Cianfrance ci racconta la storia addentrandosi con la sua macchina da presa tra i personaggi, nel mezzo delle situazioni, prediligendo una ripresa mobile e dei primi piani ravvicinati, quasi a voler entrare nella testa dei suoi personaggi, a mostrarceli nella loro complessità, a dare una ragione anche al peggiore degli esseri umani che mette in scena.