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The Amazing Spider-Man – recensione

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Impossibile non paragonare Andrew Garfield a Tobey Maguire, Sam Raimi a Marc Webb, impossibile guardare al villain Dottor Connors/Lizard e non pensare a Norman Osborn/Goblin. Impossibile non fare un confronto, eppure è necessario lo sforzo. The Amazing Spider-man arriverà al cinema il prossimo 4 luglio, data simbolica e evocativa negli States, quasi a sottolineare che Spiderman, il super eroe con i super problemi, oltre ad essere un personaggi molto amato, è anche un simbolo dell’americanità.

Il reboot racconta le origini dell’uomo ragno in maniera alternativa, senza ricalcare la storia scelta da Raimi e bisogna dire che nei momenti in cui i nodi narrativi sembrano ricalcare quelli dello Spiderman del 2002, il film diventa davvero banale. Molti sono i momenti in cui ci ricordiamo di altri film e altri riferimenti, magari involontari, come al Batman Begins di Nolan, o addirittura all’ultimo Mission Impossible (il Protocollo Fantasma) e di questo purtroppo possiamo solo chiedere conto al regista Webb, che pur dimostrandosi un bravo tecnico, soprattutto nelle scene d’azione, manca di quella personalità che Raimi possiede in abbondanza.

I protagonisti, Andrew Garfield e Emma Stone, che pure potrebbero rientrare esteticamente nei canoni dei personaggi, risultano però goffi e impacciati, soprattutto nelle scene in cui recitano insieme, regalandoci i loro momenti migliori nell’assolo. Vero punto a sfavore di questo film però è la sceneggiatura che non riesce a tratteggiare con convinzione i personaggi, lasciandoli in balia degli eventi, compromettendo forse tutto l’esito del film. A differenza dei giovani attori, spicca per bravura e personalità Rhys Ifans, splendido villain e folle Lizard che imperversa per la città nel panico.

Tutte queste sono carenze che non si possono sottovalutare, tuttavia il film presenta degli effetti visivi e delle scene d’azione davvero ben congeniate che riescono a farci entrare nella tela del ragno. I momenti migliori del film sono infatti quelli totalmente originali, senza alcun riferimento ad altri immaginari visivi e senza alcuna eco dei film di Raimi; in quei frangenti il film si rivela essere un godibile passatempo, corredato da un 3D di buona fattura, che sceglie un registra misto tra il comico e il drammatico, catturando l’attenzione e l’emozione dello spettatore con pochissime scene ben congeniate.

Ovviamente The Amazing Spider-Man era un film del quale non si sentiva necessità, essendo un reboot così vicino all’originale, tuttavia può essere una rilettura interessante che, una volta messa in carburazione, potrà far meglio per i sequel (non ufficiali ma facilmente intuibili) a venire.

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