DETROIT

Presentato in anteprima al Festival di New York, Detroit, ultimo film di Kathryn Bigelow, fa parte della Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roman 2017. Il film affronta la tematica della discriminazione razziale attraverso il racconto delle sanguinose rivolte che hanno coinvolto la città del Michigan.

Detroit, la trama: Luglio 1967. La città è teatro di rivolte, arresti a tappeto, lancio di sassi, saccheggi di vetrine e spari anche contro persone non armate. Il film si concentra su un fatto accaduto realmente: una sanguinosa e violenta retata della polizia in un hotel che coinvolge tre agenti e in cui rimangono uccisi tre afroamericani.

La sceneggiatura firmata da Mark Boal, consueto collaboratore della regista, si concentra anche sulla violenza verbale e psicologica, soprattutto a opera dei corpi armati ai danni delle vittime designate. Kathryn Bigelow  sceglie la macchina a mano per seguire i protagonisti che si trovano con le spalle al muro, senza mai perderle di vista. Le inquadrature insistono su primi e primissimi piani per evidenziare la disperazione degli interrogati e la durezza degli agenti coinvolti nella retata. Questo stile è in netto contrasto con la prima parte del film che invece adotta uno sguardo più ampio sulla città sotto assedio e la folla in rivolta.

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La violenza coinvolge sia masse che individui: la macchina da presa diventa un cacciatore, volto a scovare anche la preda più piccola e nascosta così da sterminarle tutte. A questo uso della macchina, la Bigelow associa anche filmati di repertorio: foto, articoli di giornale, materiale eterogeneo che risalgono a quell’anni, a quei giorni. I documenti fotografici reali esasperano ulteriormente le immagini già crude del film, mostrando i tragici effetti della violenza.

Protagonisti del film sono Will Poulter e John Boyega. Il primo, nel 2014 ha vinto il premio BAFTA dedicato ai giovani, e nel corso degli ultimi anni ha confermato il suo talento, sia con The Revenant – Redivivo di Alejandro G. Inarritu, che in questo caso, diretto dal premio Oscar Bigelow, per la quale interpreta Krauss, un agente di polizia particolarmente spietato. Al suo fianco Boyega, che presto vedremo alla guida di Gipsy Avengers in Pacific Rim: Uprising, e che ha trovato il successo nel ruolo di Finn per la terza trilogia di Star Wars. A Boyega è affidato un ruolo più delicato, quello dell’agente che testimonia la violenza sulla sua stessa “gente”, un personaggio sfaccettato che il giovane interprete porta a casa con successo.

Attraverso la narrazione di eventi avvenuti oltre 50 anni fa, la Bigelow riesce comunque a raccontare uno spaccato di tragica quotidianità in un’America ancora lontana, soprattutto nell’Era di Trump, dalla pace e dall’accettazione alla base di una convivenza civile.

La regista, si dimostra ancora una volta all’altezza di storie dure, con uno sguardo sempre curato e dettagliato, senza risparmiare o edulcorare le vicende narrate.