dog days

Amanti dei cani a raccolta, esce nelle sale il 13 settembre Dog Days, un nuovo film per famiglie interamente dedicato ai nostri amici a quattro zampe. In quel di Hollywood si susseguono le vicende di diversi personaggi, ognuno dei quali intreccerà

un rapporto particolare con cani molto speciali. Dalla presentatrice col cuore spezzato Elizabeth (Nina Dobrev) alla barista Tara (Vanessa Hudgens) passando per il ragazzo delle consegne Tyler (Finn Wolfhard). Personaggi in cerca di amore che si troveranno tra loro grazie all’aiuto dei pelosi quadrupedi.

Dog Days non è un film pretenzioso, non grida certo alla spettacolarità. Non ci sono colpi di scena, e il lieto fine è prevedibilmente dietro l’angolo.

Sembra un discorso difensivo, ma è necessario fare certi preamboli per non incappare nelle facili critiche e nelle conclusioni affrettate. Perché troppo spesso si tende a pensare che il cinema debba necessariamente dimostrare qualcosa, foriero di messaggi più o meno aulici, che magari possano anche aprire le porte dei vari Festival in giro per il mondo.

Ma quando si ama il Cinema, quello con la “C” maiuscola, lo si ama nella sua interezza, apprezzandone le sfumature più sottili o anche, al contrario, gli aspetti più leggeri. Perché – per dirla a la’ Calvino – Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto.

Così Dog Days diventa una leggera storia d’amore verso i nostri amici a quattro zampe, che però non rubano più di tanto la scena alla loro controparte umana, ma servono da “appoggio” per riparare cuori e animi più o meno guasti.

Diretto da Ken Marino (attore diventato regista) e sceneggiato da sua moglie Erica Oyama, Dog Days è una commedia corale che non esagera mai, non umanizza i suoi animali rendendoli demenziali (come molto cinema del genere ci ha dato a vedere), e non rincorre spietatamente l’emotività dello spettatore in attesa dei lacrimoni (Io & Marley vi dice qualcosa?).

Per questo suo essere un puro intrattenimento per famiglie, Dog Days vince il confronto con mèlo patetici che sfruttano la corrente animalista per fare audience.