In Hop sull’isola di Rapa Nui, più comunemente conosciuta come l’Isola di Pasqua, il Coniglio Pasquale si sta preparando al giorno tanto atteso dell’investitura a Coniglio Pasquale (successivo) di suo figlio C.P. un teen ager coniglio che però ha qualcosa in contrario alle decisioni pater. Quando il giorno dell’’incoronazione si avvicina e mancano poco più di due settimane a Pasqua, C.P. scappa dall’isola per andare ad Hollywood, lì dove si avverano i sogni e dove il coniglietto pensa di riuscire a sfondare nel mondo della musica come batterista.

 

Qui incontro Fred, quello che si definirebbe da noi un bamboccione che cerca un lavoro che gli interessi davvero, e nel frattempo resta a casa dai genitori. Inutile dire che l’incontro trai due scatenerà imprevisti e porterà ad un mieloso happy end. Hop si presenta come un film colorato, dove pulcini e coniglietti fabbricano, a mo’ di Humpa Lumpa, golose leccornie cioccolatose che riempiranno i cestini pasquali di tutto il mondo.Quella stessa Illumination Entertainment che lo scorso anno ha stregato il mondo con Cattivissimo Me, si conferma con questo prodotto un’industria capace di realizzare animazioni e personaggi in CGI davvero notevoli, rendendo i personaggi digitali straordinariamente realistici rispetto ai primi esperimenti di questo tipo e regalando un tocco di realismo che serve sicuramente ai personaggi reali ad interagire meglio con i ‘colleghi’.

Il regista Tim Hill, lo stesso di Alvin Superstar, si ritrova ad avere a che fare con roditori che vogliono sfondare nel campo della musica, e conduce i giochi con discreta bravura, senza eccedere, semplicemente raccontando. Quello che però davvero mina la godibilità del film, è (come al solito?) la scelta del doppiaggio in italiano: Francesco Facchinetti e Luca Argentero non sono proprio l’ideale per prestare la voce ai protagonisti; soprattutto Facchinetti scade troppo nella caratterizzazione, marchiando il personaggio con il gergo da Dj Francesco che assolutamente distrugge la simpatia di C.P. divertenti le musiche che accompagnano con efficacia le scene più divertenti, montate ad accrescere l’effetto comico, fatta eccezione per il tormentone estivo We not speak Americano.

Hop è ricco di evocazioni e citazioni più o meno consce e/o volute, a partire dalla bellissima sequenza iniziale che ci accompagna nella ‘fabbrica di cioccolato’ dove pulcini e conigli lavorano gomito a gomito sotto il comando del perfido Carlos, pulcino (un po’ cresciuto a dire la verità) che tenta il golpe, “che in spagnolo vuol dire golpe de stato (cit.)” e che subisce curiose trasformazioni per colpa della luce della luna piena di Pasqua. Nei panni di Fred, un James Marsden che ha decisamente abbandonato (già da un po’) i ruoli duri (è stato ciclope nella trilogia cinematografica degli X-Men) dedicandosi a commedie leggere (Come d’Incanto, Hairspray, Sex Movie) che ne valorizzano forse il bel sorriso, ma non fanno risaltare le sue piuttosto timide capacità attoriali.

Accanto a lui, la sorella nel film Kaley Cuoco, attrice simpatica e smorfiosa (in senso buono) che il pubblico italiano conosce per il suo personaggio di Penny nella serie tv The Big Bang Theory. Divertente invece la piccola parte ritagliata per David Hasselhoff, nel ruolo di se stesso, che alla domanda sul perché non si stupisse a sentire un coniglio suonare e parlare, risponde: “Ehi, il mio migliore amico è una macchina parlante!” … se lo dice lui.

Hop uscirà il primo di Aprile, e in Italia vedrà la concorrenza dell’attesissimo Boris, ma chissà, magari in odore di vacanze pasquali, il tenero coniglietto potrebbe essere una buona scusa per i più piccoli di trascinare al cinema i più grandi. Hop è un filmetto molto ben fatto, garbato e gentile, confezionato visibilmente per i più piccoli e a loro dedicato.