Il mistero della casa del tempo recensione

Presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2018, Il mistero della casa del tempo è il nuovo film del regista Eli Roth, con protagonisti Jack Black, Cate Blanchett e il giovane Owen Vaccaro. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di John Bellairs, primo di una serie di classici della letteratura per ragazzi con elementi che spaziano dal fantasy all’horror.

 

Il mistero della casa del tempo racconta l’avventura magica e misteriosa di un ragazzino di dieci anni, Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro), che rimasto orfano si trasferisce a vivere nella casa vecchia e stramba dell’eccentrico zio Jonathan (Jack Black) e della sua amica, Mrs Zimmerman (Cate Blanchett). In questa strana dimora si nasconde un mondo segreto ricco di magie, misteri, streghe e stregoni. Ben presto Lewis verrà coinvolto in un’importante missione segreta: scoprire l’origine e il significato del ticchettio di un orologio nascosto da qualche parte nei muri di casa.

Il mistero della casa del tempo film

Prodotto dalla Amblin Entertainment di Steven SpielbergIl mistero della casa del tempo si presenta come un chiaro omaggio al cinema per ragazzi anni ’80, al quale si mescola un’estetica da anni ’50, nei quali la storia è ambientata. Facendo riferimento a queste due epoche, il film vive delle particolarità cinematografiche che li hanno caratterizzati. Eli Roth, dopo numerose opere di puro stampo horror, si misura con una materia più leggera, riuscendo tuttavia ad imprimere in essa il proprio particolare gusto per la suspense e il terrore, ispirandosi ai classici della sua gioventù come I Goonies e Gremlins.

Ne deriva un efficace prodotto in grado di divertire, specialmente grazie all’ormai noto talento comico di Jack Black, ma anche di spaventare, con un’adeguata costruzione della suspense che lentamente porta lo spettatore in uno stato di inquietudine. Atmosfera questa che Roth costruisce sapientemente allontanandosi dai canoni del film del terrore odierno. Nella misteriosa casa protagonista, le cose accadono sullo sfondo, quasi impercettibili allo sguardo, e quando finalmente notiamo il cambiamento che da queste è derivato, si diventa così suscettibili che anche il ticchettio di un orologio può generare spavento.

Il mistero della casa del tempo

L’elemento interessante de Il mistero della casa del tempo tuttavia, ancor prima di quello magico, sono i suoi tre protagonisti. Tre personaggi ognuno a loro modo costretti ad affrontare una sconfitta personale, un lutto che ha rotto qualcosa in loro. All’interno della casa, che con le sue particolarità assume le caratteristiche vere e proprie di un quarto personaggio, i tre dovranno essere in grado di riconoscersi per le loro somiglianze unendo le loro forze. Ad opporsi a loro c’è un malvagio stregone degno di nota, interpretato da Kyle Maclachlan, che svela anch’egli un proprio interessante background, a conferma che la scrittura del film non si è risparmiata in dettagli, cercando di scavare quanto più in profondità possibile nel cuore dei personaggi.

All’interno di questo quadro Il mistero della casa del tempo presenta invenzioni visive e comiche ben costruite e riuscite, che si alternano a qualche momento di maggior rallentamento del ritmo o a qualche prevedibilità narrativa, ma che grazie anche ad una messa in scena particolarmente ricca, specialmente da un punto di vista scenografico e dei costumi, consegna un perfettamente godibile prodotto di intrattenimento, capace anche di dare una propria interpretazione sul concetto di magia, vista non più come materia per bambini ma come elemento indispensabile per la vita e la crescita di ognuno di noi.