Arriva al cinema Point Break, remake dell’omonimo film uscito 25 anni fa ma mettiamo subito in chiaro una cosa: non ritroverete al cinema Keanu Reeves e Patrick Swazey, né la loro storia. Ma forse questo è un bene. È un bene perché le cose cambiano, il tempo passa e il pubblico cerca nuove emozioni al cinema e non lo stesso identico film che ha amato nel 1991.

 

Con questa premessa siamo pronti ad affrontare il nuovo Point Break (in Real 3D) per la regia di Ericson Core in uscita al cinema il 27 Gennaio, dove i ruoli si scambiano e il buono è il biondo Luke Bracey e il cattivo il moro Edgar Ramirez, già visto al fianco di Jennifer Lawrence in Joy. Bracey è Johnny Utah, un ex giovane campione di motocross che decide di cambiare vita e arruolarsi nel FBI. Ancora in prova, capisce che dietro ad una serie di crimini apparentemente scollegati c’è un gruppo di atleti polisportivi pronti a rischiare la vita pur di portare a casa il colpo. Da qui inizia la sua missione e avventura di infiltrato nel gruppo di Bodhi (Edgar Ramirez) che lo porterà a misurarsi con se stesso e i suoi limiti. Quello che contraddistingue questo gruppo di criminali infatti è il modus operandi: più che rapine sembrano vere e proprie sfide con la natura fino al possibile punto di rottura.

Il protagonista Luke Bracey non convince tanto quanto lo fece il giovane Keanu Reeves, mentre Edgar Ramirez nei panni del filosofo-criminale si conferma uno degli attori più promettenti di Hollywood. Nel cast anche Teresa Palmer, purtroppo per lei nel ruolo del personaggio femminile peggio sviluppato degli ultimi anni.

Diverse sono le similitudini con il grande classico di Kathryn Bigelow, ma Point Break versione 2016 punta tutto sull’azione. Attraverso prove estreme ad alto tasso adrenalinico, il film ci propone il cammino spirituale di questi uomini alla ricerca della propria strada e lo fa in modo magistrale. Sin dalle prime scene veniamo coinvolti in questa corsa estrema che ci terrà incollati alla poltrona per circa due ore con i palmi delle mani che sudano, in attesa dell’ennesima prova che queste persone decideranno di affrontare. Parliamo di buttarsi giù dai picchi più alti con lo snowboard, volare tra i canyon facendo wingsuit flying o surfare le onde più alte del mondo e tutto questo per davvero. Sì, perché uno degli elementi meglio riusciti di tutto il film è la quasi totale assenza di effetti speciali: solo un buon gruppo di stunt-man e veri poli atleti che si sono messi a disposizione di Core e che si è lanciato insieme a loro con la cinepresa in spalla. Siamo accanto a Utah, sulle spalle di Bodhi o ad ammirare il colpo d’occhio dei paradisi naturali più belli del mondo da sopra ad un drone: Point Break ci porta al centro dell’azione.