Promises recensione film

Dopo aver interpretato personaggi storicamente vissuti e assai controversi come Buscetta e Craxi, che gli sono valsi premi e riconoscimenti, oltre che il plauso del pubblico, Pierfrancesco Favino torna in Promises, diretto da Amanda Sthers per confrontarsi con una dimensione più eminentemente privata. Si trova infatti a tracciare la parabola di vita di un mercante di libri italo-londinese alle prese con un amore mancato e molti rimpianti e a dare corpo alla visione esistenziale di Sthers, regista, sceneggiatrice e scrittrice francese, già autrice della commedia Madame. 

 
 

La trama di Promises

In Promises Alexander, Pierfrancesco Favino, è un commerciante di libri antichi. È sposato ed ha una figlia. Una sera ad una festa tra amici incontra Laura, Kelly Reilly. Tra i due scatta il colpo di fulmine e nell’arco di quella serata entrambi si rendono conto che forse la vita che hanno vissuto fino a quel momento e che stanno continuando a costruire, non è il migliore dei mondi possibili. Se infatti Alexander ha già una famiglia, anche Laura sta per sposarsi. Così entrambi, pur travolti da un sentimento inaspettato, decidono di tener fede alle promesse fatte, agli impegni presi, e si allontanano. Questo amore mai vissuto pienamente li accompagna però per tutta la vita, lungo una serie di incontri casuali e occasioni mancate, spingendoli continuamente a chiedersi come sarebbe stato se …

Tra promesse, rimpianti, desideri e voli d’immaginazione, con poca organicità

A giudicare dalla locandina, che ritrae i due protagonisti stretti in un abbraccio sotto una pioggia battente, c’era il forte rischio che Promises fosse un melodramma strappalacrime indigesto, al netto della bravura di interprete di Pierfrancesco Favino. Questo è un esito che il film riesce ad evitare. Sthers, che ne è anche sceneggiatrice e produttrice – nonché autrice del romanzo da cui è tratto – riesce a renderlo interessante trasformando la storia di un amore nel racconto di una vita, quella del protagonista, il cui leitmotiv sembra essere l’accettazione del fatto che le cose non sempre vanno come si vorrebbe, che se non si è riusciti a cogliere l’attimo, si può solo immaginare ciò che non si è vissuto. Così facendo, però, non si gode il presente, continuando a sperare di avere una seconda possibilità. Inseguire l’illusione di un tempo circolare, dunque, o accettare la sua linearità e vivere il presente? In questo dubbio amletico il protagonista si dibatte. In fondo anche la sua passione per i libri antichi rispecchia questa nostalgia per il passato, per ciò che è stato e non può essere più, di una giornata al mare col padre, tanti anni prima. 

Promises film 2021
Pierfrancesco Favino – foto di Gianni Fiorito

Promises è vivacizzato dall’efficace ambientazione che ben riporta lo spettatore soprattutto agli anni Ottanta, complice la colonna sonora di Andrea Laszlo De Simone che vi si accorda perfettamente nei brani originali, ma anche grazie a quelli di noti artisti dell’epoca, come Joy Division, Cure, Joe Jackson.  Vi sono anche bei momenti di convivialità tra Alexander e i suoi due amici di sempre, interpretati da Deepak Verma e Kris Marshall. C’è il racconto di un uomo, delle sue inquietudini e fragilità. Un uomo la cui esistenza è stata segnata da perdite e momenti difficili, che lo hanno portato al punto in cui lo si vede. La regista si scosta così dal semplice racconto di un’amore travagliato. Apprezzabile sicuramente questo aspetto, che insieme a una filosofia del tempo proustiana e ad una porta lasciata aperta all’immaginazione, costituisce l’esposizione di una vera e propria concezione di vita. Spunto di riflessione senz’altro interessante. 

Purtroppo, però, la regista e sceneggiatrice, perde di vista l’organicità del lavoro, specie nella seconda parte, in cui l’alternanza di flashback e flashforward diventa quasi frenetica e finisce per essere perfino confusiva. Si ha davvero l’impressione che qualcosa sia sfuggito di mano a Sthers,  nonostante abbia a disposizione un grande interprete come Pierfrancesco Favino e una protagonista femminile efficace come Kelly Reilly  L’appartamento spagnolo, Orgoglio e pregiudizio, Sherlock Holmes – con quell’aura elegante e sensuale, molto adatta al ruolo di Laura.  

Promises resta comunque un’occasione per tornare al cinema, se vi piacciono le storie d’amore, e più quelle impossibili. Il film gode di un cast internazionale di ottimi attori – accanto a Favino e Reilly anche Jean Reno – e la regista propone una sua visione originale, anche se a volte questa si presenta in modo un po’ confuso. In Promises si ritroverà chi, come il protagonista, è campione di missed opportunities e spera sempre di approdare a una land of second chances.