Quod Erat Demonstrandum recensione 2Il regista Andrei Gruzsniczki,dopo il suo esordio alla regia Cealalta Irina, premiatissimo nei festival di mezzo mondo, arriva in Concorso al Festival di Roma 2013 con Quod Erat Demonstrandum, una storia che, ambientata negli anni ’80 in Romania, si muove in bilico tra pubblico e privato, tra Grande Storia e intimità domestica, creando un ritratto composito e contraddittori del Regime di quegli anni nell’Est dell’Europa.

 

Il protagonista, un matematico accademico, decide di pubblicare un articolo su una rivista scientifica statunitense, evento che ovviamente non viene visto di buon occhio dal Partito. Eppure le intenzioni del matematico erano quelle di rimanere fuori dalla vita politica del paese, cercando un lavoro che gli consentisse di approfondire i suoi studi, che lui vive con estrema e coinvolgente passione. Alla sua storia si intreccia quella di Elena, una assistente all’Università in cui insegna Sorin (il matematico), e sua grande amica dai tempi della scuola. La pubblicazione di Sorin scatenerà conseguenze inimmaginabili, cambiando per sempre il destino e le vite dei suoi amici.

Gruzsniczki si addentra in una storia complessa che ci mette davanti i dilemmi fondativi della società umana, a partire dalla convivenza sociale dell’animale uomo, fino all’amore e ai legami di amicizia che legano questa società e la tengono insieme.

Il film, caratterizzato da una regia molto classica ed elegante e da una fotografia in bianco e nero con morbidi grigi e poche ombre, è quindi un viaggio all’interno della società che viveva sotto il comunismo e che cercava di farsi andar bene lo stato delle cose, ma allo stesso tempo è un film che racconta la vita di un uomo controcorrente, che si trova a fare i conti con scelte individuali importanti e con il tradimento di ideali ai quali deve aderire ma che non sente suoi.

L’ambientazione sovietica del film sembra essere però quasi un pretesto, in quanto sembra che l’intenzione non sia quella critica, ma quella di mettere in determinate condizioni di difficoltà e urgenza i personaggi, che di conseguenza agiscono costretti dalle situazioni.

Quod Erat Demonstrandum è un film che ai molti pregi accosta anche un rallentamento del ritmo dovuto alla lunghezza forse eccessiva. Buonissima prova danno gli attori (Ofelia Popii, Sorin Leoveanu, Florin Piersic Jr., Virgil Ogășanu, Tora Vasilescu trai protagonisti) che riescono a farci interessare ad una vicenda con un sapore antico che potrebbe scoraggiare lo spettatore medio.

Quod Erat Demonstrandum recensione