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Seven sisters, recensione del film con Noomi Rapace

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Seven Sisters

Distribuito da Netflix e Koch Media Italia, Seven Sisters arriverà nelle nostre sale il 30 novembre ed è diretto da Tommy Wirkola, regista di opere non troppo ben considerate, come Dead Snow e Hansel & Gretel-Cacciatori di Streghe.

Questa volta però, forse anche per merito dei due sceneggiatori Max Botkin e Kerry Williamson, Wirkola sale decisamente di grado, mettendo in scena un ottimo prodotto seppur a basso budget (laddove per “basso” si intendano i canoni Hollywoodiani, per i quali un film prodotto con poco più di 1 milione di dollari rappresenta una spesa irrisoria).

Ad essere azzeccata è anzitutto la scelta del genere distopico, che nell’ultimo decennio cinematografico ha vissuto una vera e propria rinascita grazie a titoli come Hunger Games, Divergent, Maze Runner e compagnia bella.

In un imprecisato ma non lontano futuro, il sovraffollamento del pianeta Terra ha causato una crisi generale, alla quale si è pensato bene di ovviare con la regola del “figlio unico”. Tramite un rigido controllo del Child Allocation Bureau, le famiglie che danno alla luce più di un bambino sono costrette a mettere i propri secondogeniti in capsule criogeniche, ovvero in ibernazione, in attesa che la crisi mondiale venga scongiurata e ci possa essere per tutti un futuro migliore. Ma quando Terrence Settman (Willem Dafoe) vedrá morire di parto la sua unica figlia dando alla luce sette gemelle, deciderà di contravvenire alle regole e tenere con sé le bambine. Registrata all’anagrafe come figlia unica, Karen Settman (Clara Read da piccola, Noomi Rapace da adulta) è in realtà “interpretata” dalle sette gemelle, le quali portano il nome della settimana che corrisponde al loro rispettivo giorno di uscita. Ma il loro segreto è destinato ad essere scoperto.

Seven Sisters

Liberamente ispirato al romanzo breve fantascientifico “2BR02B” di Kurt Vonnegut, Seven Sister è un film d’azione dove a farla da padrona, come si può immaginare, è la protagonista Noomi Rapace, che riveste il difficile ruolo delle sette gemelle protagoniste. Ogni donna infatti ha sviluppato nell’intimo della propria abitazione, una propria personalità ben definita, che porta quindi la Rapace a doversi cimentare nei ruoli più disparati. Si va dalla nerd amante della tecnologia e un po’ timida alla estroversa e sensuale mangia uomini.

Anche il cast di contorno è di tutto rispetto: dalla breve ma incisiva comparsata di Willem Dafoe al ruolo di aguzzina rivestito da Glenn Close.

Pieno di azione e di suspense, Seven Sisters guarda molto al cinema di fantascienza anni 90, da Total Recall al Sesto Giorno, facendosi intrattenimento puro nelle tante scene adrenaliniche. Ma non dimentica del tutto la sostanza, composta come è ovvio anzitutto dai retaggi orwelliani.

E se le tematiche su ecosistema, sovraffollamento demografico e regimi totalitari potevano forse essere approfondite, il film – che preferisce prendere la strada del thriller – mantiene comunque alta la tensione, catturando lo spettatore anche con il terribile colpo di scena finale, che poi tanto inverosimile non è.

Originariamente chiamato What Happen to Monday (Cosa è successo a Lunedì), il titolo alludeva all’evento che scatenante della storia, ovvero il rapimento della prima sorella: Monday.