Stoker

Un’atmosfera inquietante, un cast eccezionale, una storia conturbante. Stoker arriva nei nostri cinema dal 20 giungo portando con sé un carico di turbamento profondo e folgorante e confermando il talento di Chan-wook Park, regista del cult Oldboy.

 

In Stoker India è una ragazza introversa e particolare, ama il padre sopra ogni cosa e con lui passa tantissimo tempo a cacciare nella tenuta di famiglia e a impagliare i begli esemplari di animali che la ragazza infallibilmente colpisce. Quando, dopo uno sfortunato incidente, il padre di India muore, la ragazza si trova rinchiusa da sola in casa con la madre, donna algida e apparentemente superficiale che non sembra comprendere a fondo i turbamenti della figlia adolescente, e con un ospite misterioso, uno zio che non aveva mai incontrato prima e che sembra avere una particolare affinità con le donne di casa Stoker.

Stoker, il film

Presentato al Sundance, Stoker di Park è penalizzato da una distribuzione un po’ esitante che avrebbe potuto vendere meglio un film potente anche se non per tutti i palati. Il regista ci fa entrare nella testa di India, nei suoi sensi che con la maggiore età sembrano acuirsi e nel suo profondo turbamento in una realtà che cambia intorno a lei e dentro di lei, e che da sola non riesce a cogliere. Nei panni dell’introversa e misteriosa India troviamo una Mia Wasikowska mai così lontana dall’immagine che il mondo ha di lei: capelli lunghi e scuri, occhi fissi e pensosi, espressione cupa e impenetrabile. L’interpretazione della giovane attrice è misurata e calma, e per questo ancora più potente, dimostrando di essere uno dei talenti più interessanti del panorama cinematografico internazionale. La Wasikowska si difende bene pur essendo messa a confronto con Nicole Kidman, che pur avendo sacrificato qualche espressione facciale sull’altare dell’eterna giovinezza, conserva uno sguardo magnetico che riesce a dire tutto, pur senza pronunciare parola. Questa inedita e splendida coppia è inframezzata dall’affascinante Matthew Goode (Match Point, The Watchmen), perfetto nel ruolo dell’intrigante e ambiguo zio venuto da lontano.

Stoker è un ritratto di famiglia inquietante e destabilizzante, che accompagna per mano lo spettatore in un torbido labirinto di impulsi repressi e di segreti inconfessabili, grazie soprattutto all’unione di un cast strepitoso e di una regia spietata ed elegante.