Home Rubriche Animazione Tarzan 3D recensione del film con Kellan Lutz

Tarzan 3D recensione del film con Kellan Lutz

654
CONDIVIDI

Kellan Lutz tarzan 3d recensione Non sarà aitante come Johnny Weismuller, l’attore/nuotatore statunitense che rese celebre l’uomo-scimmia negli anni 30-40 grazie alla saga firmata Metro-Goldwyn-Mayer, ma il Tarzan 3D realizzato da Reinhard Klooss non dispiace e sembra conservare non poco dello spirito originario del personaggio. Il regista e sceneggiatore tedesco (Missione Luna Park, Animals United 3D) ha pensato bene di ricorrere alla sofisticata tecnologia del motion capture, già usata da Peter Jackson per le mostruose forme del Gollum nel Signore degli anelli, per applicarla sul belloccio di Twilight Kellan Lutz e su Spencer Locke, la biondina della serie Resident Evil (rispettivamente nei ruoli principali di Tarzan e Jane).

filmz.ruLa storia è presto detta: il piccolo J. J. Greystoke è l’unico sopravvissuto dopo un incidente in elicottero nella giungla africana in cui perde entrambi i genitori, impegnati nella ricerca del misterioso meteorite che, 70 milioni di anni prima, si schiantò sulla Terra. Viene trovato e soccorso da un gruppo di gorilla, che lo crescono come uno del clan. Dieci anni dopo, dimenticate le proprie origini e completamente adattatosi al nuovo habitat, Tarzan incontra la bella e coraggiosa Jane Porter. Tra i due nasce l’amore, ma dovranno fare i conti con l’avido William Clayton, nuovo Direttore della multinazionale Greystoke, determinato a impadronirsi del prezioso meteorite per le sue possibilità di sfruttamento energetico.

Tarzan 3D trailerSupportato dalla calda voce narrante di Luca Ward, questa nuova versione 3D sul personaggio nato dalla fantasia di Edgar Rice Burroughs vanta, tra gli altri, un particolare pregio (che è anche la sua originalità): quello di non voler far ridere a tutti i costi, evitando così di trasformare i caratteri in delle semplici macchiette. Certo, i momenti buffi non mancano (vedi la scena in cui Tarzan familiarizza goffamente con il reggiseno e la spazzola di Jane), ma non sono mai di troppo e, soprattutto, non levano spazio alla (dichiarata) serietà della storia, che si inserisce a pieno titolo nel filone avventuresco (con qualche fugace incursione nell’action movie).

Quel che ne viene fuori è un buon prodotto d’animazione, per ragazzi ma non solo, in cui alla perfezione della tecnica si affianca il tema – discretamente rappresentato – del giovane diviso tra la sua parte umana e quella più selvaggia (non serve dire quale delle due prevarrà). A tratti forse un po’ ingenuo e retorico (soprattutto nella parte finale della sceneggiatura), Tarzan 3D ha comunque il merito di far tornare alla ribalta uno degli eroi più amati e conosciuti nell’immaginario popolare, ormai sepolto dai nuovi super-uomini che hanno recentemente invaso gli schermi cinematografici. Con tanto di famoso “ululato”.

Nelle sale italiane dal 6 marzo.