The Judge

Messi da parte, per il momento, l’armatura di Tony Stark e la mantellina di Sherlock Holmes, Robert Downey Jr. può tornare a fare quello che sa fare meglio: recitare. L’occasione gliela offre David Dobkin, che lo chiama per The Judge a duettare con un’icona di Hollywood, Robert Duvall.

 
 

Il rampante avvocato di città, Hank Palmer, si trova costretto a ritornare a casa, in provincia, nella triste occasione della morte della madre. Arrivato in paese, Hank si trova costretto a fronteggiare gli uomini della sua vita: il fratello minore, affetto da un leggero ritardo mentale e con la mania dei filmini di famiglia; il fratello maggiore, campione di baseball mancato a causa di un incidente da piccolo; e soprattutto il padre, il Giudice della cittadina, con cui ha un rapporto a dir poco difficile. La riunione di famiglia si prolunga inaspettatamente, nel momento in cui il Giudice Palmer viene accusato di omicidio. Hank cercherà di scoprire la verità, e lungo il cammino proverà a ricucire il suo rapporto con il padre e con il suo passato.

David Dobkin ci consegna un film basato principalmente sugli attori, su due performance di grande peso che si rafforzano a vicenda nel confronto diretto in scena. Il dramma procedurale diventa un film di ritorno alle origini e di ricerca di se stessi, un dramma familiare in cui risplendono i due Robert. Duvall porta in scena con sé tutta la sua gravitas, il suo immenso bagaglio di esperienze cinematografiche; Downey Jr. riesce finalmente ad allontanarsi dalle macchiette cinematografiche che ne hanno sancito la fama planetaria e a riconsegnarci un ruolo interessante, di spessore, con il quale torna a recitare davvero e a farlo ad altissimi livelli.

La sceneggiatura, firmata da Nick Schenk e Bill Dubuque, concede ad entrambi gli attori di fare sfoggio delle loro doti in lunghi e articolari monologhi, che trovano la loro forza nel momento in cui la regia passa sul piano d’ascolto dell’altro. Gli spazi, i tempi e le dinamiche tranquille della provincia vengono rispettati da Dobkin che si prende i suoi tempi e confeziona un ottimo prodotto che fa confluire due generi differenti, il procedurale e il dramma familiare, l’uno nell’altro in una climax emotivo che lascerà lo spettatore spiazzato e commosso.

Primo figlio della Team Downey, la casa di produzione che Robert Downey Jr. gestisce con la moglie e con David Gambino, The Judge è un film intenso, coinvolgente, che scorre via con un paesaggio dal finestrino di un’auto in corsa e appassiona come una bellissima storia.