The Losers recensione

Una specie di A-Team senza i piani ben riusciti, The Losers arriva nelle sale italiane e probabilmente non colpirà tanto come i suoi protagonisti che picchiano duro senza prendersi troppo sul serio.

 

Basato sul fumetto omonimo di Andy Diggle, il film The Losers racconta di un gruppo d’élite delle forze speciali americane che viene mandato nella giungla Boliviana in una missione di ricerca e distruzione. La squadra: Clay (Jeffrey Dean Morgan), Jensen (Chris Evans), Roque (Idris Elba), Pooch (Columbus Short) e Cougar (Óscar Jaenada) si trova a essere l’obiettivo di un tradimento letale istigato dall’interno da un potente nemico conosciuto solamente col nome Max (Jason Patric). Approfittando del fatto che si presume siano morti, gli uomini combattono strenuamente per dimostrare la propria innocenza e anche saldare il conto con Max. A loro si aggiunge la misteriosa Aisha (Zoe Saldana), una bella agente con un suo piano e in grado di cavarsela egregiamente.

The Losers, il film

Seppure con un referente cartaceo di tutto rispetto, la serie a fumetti della Vertigo, The Losers si rivela un film tutto adrenalina, povero di spunti e con una trama da fiera della banalità. Il tradimento, la vendetta, il doppio gioco si trovano ad infarcire una storia che si dipana per 98 minuti che sembrano estremamente lunghi. Una regia da video game e musiche a tutto volume non fanno altro che aumentare l’effetto d’eccesso che trasuda dall’intero film, dai personaggi, degli stereotipi che cadono a grappoli ad ogni battuta, dalla patinata grossolanità delle immagini.

Una fotografia da rivista, a tratti sporcata ma sempre eccessivamente sgargiante regala al pacchetto quel tocco kitsch che negli anni ’80 si addiceva a film come Commando, dove i nemici sono numerosi e pappe-molli mentre il buono è solo e invulnerabile, ma ovviamente, senza il Governator. Al posto di Arnold Schwarzenegger abbiamo un’allegra combriccola capitanata dallo spaccone Jeffrey Dean Morgan e dalla bella e pericolosa Zoe-Saldana, con un pizzico di Chris Evans imbranato che davvero non sembra in grado di esserlo per davvero. Un film per l’estate forse, poco pretenzioso e sicuramente che avrà un suo target giovanile, ma senza dubbio da accostare a quei film senza i quali saremmo vissuti lo stesso, se non meglio.