Tomorrowland film recensione

Come sarà il mondo di domani? Ce lo mostra Brad Bird con Tomorrowland, al cinema dal 21 maggio, insieme a George Clooney, Britt Robertson, Hugh Laurie e Raffey Cassidy. Altissimo budget, una sceneggiatura scritta dallo stesso Bird con Damon Lindelof e l’aiuto di Jeff Jensen, Tomorrowland è una favola sci-fi per famiglie, dove, ci ricordano, “tutto è possibile”.

 

Partiamo con un conto alla rovescia e due narratori che non riescono a mettersi d’accordo su come raccontare la storia. Inizia Frank Walker (George Clooney) che ricorda quando da bambino (un perfetto Thomas Robinson) aveva proposto una sua invenzione all’Expo di New York del ’64. Il giudice (Hugh Laurie) non viene convinto, ma una bambina di nome Athena (Raffey Cassidy) sì e grazie ad una spilla con una T sopra viene invitato a Tomorrowland, una splendente città del futuro in un’altra dimensione. Prima di darci il tempo di capire, la palla passa al giorno d’oggi a Casey Newton (Britt Robertson) che ci racconta che dopo essere stata arrestata per aver manomesso delle attrezzature della NASA, si ritrova tra i suoi oggetti la misteriosa spilla, che la catapulta a Tomorrowland al semplice tocco. Un pericolo imminente farà avvicinare Casey e Frank.

Tomorrowland, il film

Le premesse c’erano tutte, ma Tomorrowland a un certo punto si perde. Forse la colpa è della trama troppo intrecciata e misteriosa per coinvolgere realmente, tanto da dare la sensazione che non si arrivi mai da nessuna parte (per due ore infinite!). Tante le citazioni e i riferimenti (da Men in Black al Mago di Oz) e tante occasioni mancate, che cadono in cliché. Come l’atto di denuncia umanitaria ed ecologica che viene trattato in modo decisamente superficiale (dato che dovrebbe essere il tema centrale del film).

Tomorrowland 1Bird costruisce la sua Tomorrowland come un posto fantastico, vicino a quel futuro dell’immaginario anni ’60 stile Jetsons, che sarebbe tanto piaciuto al signor Disney (che proprio nel ’55 aprì la sua Tomorrowland a Disneyland). Il tono nostalgico può essere quindi colto da uno spettatore dell’età di Clooney piuttosto che della Robertson e questo rende impossibile identificarsi nei personaggi, mancando anche il target di riferimento.

Britt Robertson porta sulle sue spalle tutto il peso del film (come ci insegnano tutte le saghe distopiche), con Clooney che rimane in disparte anche per la performance sotto tono, mentre la giovane Raffey Cassidy è sicuramente da tenere d’occhio, ironica e convincente nella sua Athena. Sicuramente da apprezzare a livello visivo, Tomorrowland ci lascia al punto da cui siamo partiti, forse solo più ottimisti di prima.