Unstoppable

 

Unstoppable – Fuori controllo: a Fuller Yard a Wilikins, Pennsylvania, la giornata inizia come sempre…insonnoliti, i lavoratori delle ferrovie iniziano il loro turno. Tutto sembra normale ma ad un tratto giunge la notizia che Fuller Yard dovrà ospitare un gruppo di ragazzini della scuola elementare che si dirige verso New York.

Così gli operai sono costretti, loro malgrado, a spostare un enorme treno su un nuovo binario. A causa della fretta e di una decisione sbagliata il treno, che è composto da 39 carrozze con dentro materiale tossico ed è dotato di tutti gli impianti tecnologici di ultima generazione, è fuori controllo e si dirige verso una zona altamente popolata. Nel frattempo a Mingo Yard nel Brewster due conducenti, Frank Barnes (lavoratore da ben 28 anni) e il novellino Will Colson si mettono al lavoro non consapevoli del fatto che dovranno riuscire a fermare l’enorme treno per salvare moltissime vite.

 

Diretto da Tony Scott e interpretato dal grande Denzel Washington affiancato da Chris Pine, “Unstoppable” è ispirato a fatti realmente accaduti nel 2001 dove persone comuni si sono trasformate in veri eroi.

Devil: strani eventi accadono in un grattacielo di Philadelphia: dopo che un uomo si è ucciso buttandosi dal tetto, cinque persone rimangono bloccate dentro un ascensore. Sarah, una ragazza che si è sposata solo per i soldi, Ben, l’addetto alla sicurezza del palazzo, Vince, un venditore di materassi, Tony, un ex militare, e un anziana signora cleptomane e razzista. Ad investigare sul suicidio è chiamato l’ispettore Bowden che tenta anche di capire come aiutare i cinque sfortunati passeggeri dell’ascensore. Purtroppo però, dopo vari tentativi e un interruzione dell’illuminazione, la situazione non fa che peggiorare…cose orribili iniziano ad accadere e ognuno di loro sospetta dell’altro cercando di capire chi sia il responsabile di tutto quello che sta capitando…

Scritto da M. Night Shyamalan (autore de “Il sesto senso” e “Il predestinato”) e diretto da Drew Dowdle e John Erick Dowdle, “Devil” è un nuovo horror che ci porta dentro lo spazio claustrofobico di un ascensore in compagnia del diavolo, puro male che si scatena contro cinque persone apparentemente normali.

The social network: è il 2004 e ad Harvard studia uno dei più brillanti informatici di sempre, Mark Zuckerberg, colui che ben presto inventerà il social network Facebook e diventerà il più giovane miliardario della storia. Mark è il classico nerd che non riesce ad inserirsi nella società fatta di giovani muscolosi e promettenti atleti, proprio per questo viene lasciato dalla sua ragazza che preferisce i ragazzi dei club del college. Così Mark decide di creare un software in grado di raccogliere le foto delle più belle studentesse messe on line dall’università, in modo da eleggere la più attraente. Scoperto e denunciato, Mark viene contattato dal club più famoso del college che vuole realizzare una grande idea. Mark però rifiuta e, prendendo spunto da idee altrui, crea il famosissimo Facebook. Inizia così una dura battaglia legale per capire chi è il vero ideatore del potente social network.

David Fincher dirige con grande bravura l’attore Jesse Eisenberg nei panni di Mark Zuckerberg, sottolineando come il creatore del più grande social network, dove miliardi di persone incontrano vecchi e nuovi amici, sia in realtà molto solo ed abbia creato Facebook proprio perché viveva una realtà sociale frustante.

Noi credevamo: dopo la repressione borbonica del 1828 in cui sono coinvolte le loro famiglie, tre ragazzi, Salvatore, Domenico e Angelo si uniscono alla Giovane Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso il movimento le loro vite vengono sconvolte dalle lotte che hanno portato all’Unità d’Italia. Tra il carcere e la clandestinità i tre si dividono: Angelo e Domenico, di nobili origini, seguono un strada diversa rispetto a Salvatore, un umile popolano.

Mario Martone dirige questo film che vuole essere una ricostruzione del Risorgimento italiano ispirandosi all’omonimo libro di Anna Banti, nipote del vero Domenico Lopestri. Diviso in quattro atti questo kolossal della durata di tre ore e mezza attraversa tutte le fasi principali dell’Ottocento che hanno portato all’Italia di oggi.

Stanno tutti bene – Everybody’s fine: Frank Goode è sempre stato un grande lavoratore, per anni ha rivestito di materiale isolante i cavi telefonici risparmiando ogni centesimo sperando di poter offrire un buon futuro ai suoi quattro figli, Amy, Rosie, Robert e David. Ormai però è costretto ad andare in pensione, proprio pochi mesi dopo la scomparsa della moglie. Frank vuole restare in contatto con i figli nonostante questi siano sparsi per i vari stati americani, ma le cose non vanno come sperava. Infatti, dopo aver organizzato un barbecue a cui tutti e quattro i figli rifiutano di andare, Frank capisce che il collante che teneva unita la famiglia era la moglie e che lui aveva dedicato tutta la vita al lavoro a scapito dei figli. Così, nonostante il parere negativo del medico, Frank si mette in viaggio per raggiungere David, Rosie, Amy e Robert scoprendo che le loro vite non sono così perfette come sperava.

Kirk Jones dirige il remake di “Stanno tutti bene” di Giuseppe Tornatore con un cast d’eccezione, lo strepitoso Robert De Niro nei panni di Frank, affiancato da Drew Barrymore, Sam Rockwell e Kate Beckinsale. Una commedia sentimentale che analizza il rapporto padre-figli.

Porco rosso: nell’Italia del 1929 i cieli sono percorsi dai pirati dell’aria, a distinguersi tra i vari piloti è Marco Pagot, un uomo che, a causa di una maledizione, ha le sembianze di un maiale, inoltre, dato che il suo idrovolante è rosso vermiglio, tutti lo chiamano Porco Rosso. Tra le sue varie avventure, Porco Rosso si trova a dover affrontare l’americano Curtis che lo sfida a duello.

Tra pirati e piloti nel periodo tra le due guerre mondiali, il genio dell’anime giapponese Hayao Miyazaky, ha dato vita ad una storia affascinante e divertente che ripercorre gli anni del periodo fascista, dove troviamo un’Italia divisa tra coloro che si assoggettano al regime e coloro che lo combattono. Il regista lancia così il suo messaggio libertario caricando il film di messaggi politici e sociali.

La scuola è finita: l’Istituto Pestalozzi di Roma è una scuola come tante, i professori sono annoiati e stanchi di tutti i ragazzi problematici e per questo non svolgono il loro lavoro come dovrebbero, mentre gli alunni sono sempre più impertinenti e invece di studiare preferiscono prendere le pasticche di droga, le cosiddette “paste”. Uno di questi è Alex Donadei che, dopo aver preso una “pasta”, sale al quinto piano e si butta giù restando fortunatamente illeso. Alex è un ragazzo problematico con dei genitori irresponsabili e senza nessuno che lo guidi. Così due insegnanti tentano di aiutarlo. Sono la professoressa Daria Quarenghi che ha dato vita ad un Centro di ascolto, e il professor Aldo Talarico. Nonostante le buone intenzioni i due docenti entrano in competizione tra loro cercando di accaparrarsi le attenzioni di Alex e coinvolgendolo nei loro problemi personali.

Valerio Jalongo dirige questo film cercando di capire cosa accade ai giovani di oggi, quali siano i loro problemi e cosa stia realmente facendo la scuola per aiutarli. É una denuncia di come le cose non vadano per il verso giusto nella scuola italiana sempre più dominata da burocrati annoiati.

Ti presento un amico: Marco è un giovane manager italiano che lavora a Londra per una ditta di cosmetici. Qui vive con la sua ragazza che sfortunatamente, a causa dell’attuale crisi economica, viene licenziata. In preda al panico lei decide di lasciare Marco, tornare in Italia e sposare il suo ex che le offre stabilità economica. Marco è disperato e quando il suo capo lo richiama a Milano non sa cosa aspettarsi. Per sua fortuna viene promosso ma…dietro la buona notizia ce n’è una cattiva. Per rilanciare l’azienda Marco ha l’ingrato compito di licenziare molti lavoratori. A movimentare la sua vita ci sono poi quattro belle donne: Giulia, sua collega che desiderava il ruolo avuto da Marco, Sarah, una gallerista, Gabriella, una giornalista, e Francesca, una semplice impiegata.

Diretto da Carlo Vanzina, “Ti presento un amico” vuole raccontare la crisi economica attuale con la storia di un uomo come tanti e delle sue disavventure lavorative e amorose. Protagonista è il bel Raul Bova che si vede conteso da quattro bellezze come Barbora Bobulova, Martina Stella, Kelly Reilly e Sarah Felberbaum.