Mettetevi comodi. Adesso mettete su la canzone I’m Blue degli Eiffel 65. Non vi fa venire in mente nulla? Esatto, proprio lui. Iron man 3. Non sono qui per criticarlo negativamente (beh, un po’ sì), però voglio sdoganarlo.

Ammetto che quando lo andai a vedere rimasi molto perplessa. Non ero molto convinta del cambio di regia, e infatti si vede che non c’è l’impronta di Jon Favreau, anche se il personaggio Happy è sempre presente. Lo devo ammettere: quando c’è la scena dell’esplosione davanti al teatro, ho pianto quasi quanto la “morte” di Phil Coulson. Ma torniamo all’argomento principale.

Come detto prima, questo film non mi convinse molto alla prima visione. Ero molto entusiasta per il fatto che nel cast c’era un mostro sacro come Ben Kingsley. Vendendolo interpretate il fantomatico Mandarino mi ero entusiasmata. Ero felice fino a quando scoprono che non è altro un attore da quattro soldi che si addormenta davanti alla tv come mia nonna che guarda le repliche di Forum di dieci anni fa, proprio uguale identico. È una cosa che non ho apprezzato molto per il semplice fatto che Ben Kingsley è un grandissimo attore, e vederlo recitare quella parte mi ha un po’ stretto il cuore. Spero almeno che l’abbiano pagato una montagna di soldi per fare questo film.

iron man 3 posterMa torniamo a noi! La battaglia di New York è finita da poco tempo, tutti i componenti degli Avengers hanno preso le loro strade per riposarsi un po’. Tutti tranne Tony Stark. Tra tutti i Vendicatori, lui è perseguitato continuamente dai ricordi della battaglia. Ha gli incubi di notte e costruisce sempre nuove armature. Rischia di perdere la sua relazione con Pepper. Si può dire che in questo film Tony non se la sta passando bene. Vorrei vedere anche voi combattere gli alieni e rischiare di morire nello spazio trasportando una bomba! Penso sia una cosa che non capita tutti i giorni.

Uno degli incubi del miliardario si è avverato: il suo pianeta invaso da alieni e la possibilità quasi nulla di vittoria. È stata una prova psicologica molto forte per lui, anche se alla fine di The Avengers sembra essere tutto a posto. In effetti, l’unico tra tutti coloro che hanno combattuto quella battaglia, Stark sembra quello che ha più ripercussioni negative. Ha attacchi di panico e deve mettersi sempre una delle sue armature per sentirsi al sicuro. Quando non ha addosso una delle sue creazioni, si sente vulnerabile. È sempre guardingo, sull’attenti, quasi come se l’invasione aliena dovesse ripetersi da un momento all’altro. Forse è per questo che Iron Man 3 è stato così sottovalutato. In questa pellicola vediamo finalmente un Tony Stark vulnerabile a quello che gli è successo, fa lo spaccone ma non come il suo solito. La battaglia di New York è un evento difficile da dimenticare e da accettare, soprattutto se credevi che il tuo pianeta non sarebbe stato attaccato e che non ha le tecnologie giuste per difendersi. Tony alla fine è un essere umano, e dopo questi eventi si è attaccato molto (forse troppo) alle sue armature. Un rapporto simbiotico. Chiudendosi dentro l’armatura non voleva mostrare le sue debolezze. Finalmente riesce a capire che chiudersi dentro le sue corazze d’acciaio non gli servirà comunque a niente. Si rende conto che deve vedere le sue armature solo come tali, e non come parte di sé.

Scommetto che state ancora dicendo “Certo che il reattore ARC se lo poteva anche togliere negli altri film!”. Eh no, sennò dove lo mettete il senso del film? Che poi, detta tutta, lui teneva il reattore più che altro perché aveva paura del grappolo di schegge che puntavano al suo cuore, ma direi che dopo una gran battaglia contro gli alieni e lo scontro con uno che sputa fuoco peggio di Smaug, penso che un’operazione a cuore aperto è una cavolata.

Bisogna vederlo almeno tre o quattro volte per riuscire a capire per bene il vero senso di questo film. Probabilmente non è stato ben apprezzato perché è molto più profondo rispetto ai due lungometraggi precedenti. Però dai…quando mai rivedremo tutte le armature di Iron Man in una sola scena? Rivalutatelo anche solo per quello!