Colin_Firth_oscar

Il Discorso del Re ha trionfato al Kodak Theatre, forse un po’ a sorpresa, ma questo è quando l’Academy ha deciso. Tornata a letto dopo la lunga notte in bianco, non posso che essere soddisfatta per i risultati, a dispetto di ciò che temevo.

Se Il Discorso sorprende, sorprende ancora di più vedere quanto gli oscar siano un meccanismo strano, che si rende protagonista di decisoni opinabili. Partiamo dall’inizio: Roger Deakins di nuovo a bocca asciutta dopo nove nominations, verò è che il premio andato a Inception non ci ha proprio delusi, trattandosi di un film potente che ha poi vinto ‘solo’ premi tecnici. Ma che dire della miglior colonna sonora assegnata a The Social Network? Cosa mai dovrà comporre di meglio Hans Zimmer per ricevere il prestigio e il riconoscimento a lui dovuti dopo il suo straordinario lavoro con Inception? Ma male come lui probabilmente resta Fincher, che almeno la miglior regia se l’aspettava, e invece, con il collega Aronofsky due anni fa, resta a bocca asciutta a favore del giovane Hooper, che ha dimostrato una grande eleganza e un inconsueto classicismo, soprattutto considerando i contendenti. Niente da dire su Danny Boile che il suo furto l’aveva già perpetrato con il tanto sopravvalutato The Millionaire, e stanotte è rimasto nell’ombra.

Interessante anche notare come film unanimemente brutti, come l’Alice in Wonderland di Burton, abbiano invece ottenuto 2 premi, costumi e scenografie, mentre altri film plurinominati siano rimasti a mani vuote, su tutti Il Grinta dei Coen, che non hanno mascherato le loro espressioni ‘contrariate’. Niente di nuovo invece per i premi agli attori: Colin Firth si prende quello che l’anno scorso gli era stato tolto da Jeff Bridges, il suo Re Giorgio merita tutto il successo ottenuto! E che dire della splendidamente incinta Natalie Portaman? Commezione contenuta e occhi luminosi, la bella attrice non ha stupito nessuno con la sua meritata statuetta. A chiudere Melissa Leo e Christian Bale, anche loro scontati ma meritati.

Rensta un po’ di insoddisfazione per la conduzione della serata, preannunciata come qualcosa di scoppiettante e irriverente, non ha riservato grandi emozioni nè sorprese. Il brio della Hathaway è sembrato non bastare per sopperire all’ingessatura di Franco, nè al piattume con cui gli autori della serata hanno appesantito i dialoghi. I premi hanno voluto premiare il classicismo; in una notte dove per qualche tempo si è pensato che tutto fosse possibile, alla fine tutto si è risolto con un grande trionfo regale.