“Questo Festival è un mondo che si incontra dal 9 al 18 settembre ed è un mondo per tutti. Questo festival è aperto, perchè il cinema è aperto”, pensieri e parole di Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini co-direttori della 16ma edizione del Milano Film Festival.

Il concetto espresso anticipa e chiarisce quella che è la linea guida di questo Festival che terrà compagnia ai milanesi, e non solo, per nove ricchissime giornate di cinema. Libertà di dire e libertà di esprimere, libertà di denunciare e affrontare temi forti, a volte scomodi e che spesso sono taciuti dai principali mezzi di informazione.

La 16ma edizione del Milano Film Festival propone un programma ricchissimo composto da 15 lungometraggi, opere prime e seconde in anteprima italiana oltre che un parco di 55 corti a cui quest’anno è stata dedicata una sezione ancora più ampia del passato.

I temi trattati dai film in concorso spaziano dagli scontri generazionali come nel caso di Italy: Love it, or Love it di Gustav Hofer e Luca Rattazzi o di Wasted Youth del greco Argyris Papadimitropulos, sino ai documentari come Barzakh del lituano Mantas Kvedaravicius che ci racconta l’orrore quotidiano e spesso nascosto dell’attuale Cecenia.

Il rapporto non sempre facile delle nuove generazioni con la memoria storica del proprio paese come raccontato in El premio dell’argentina Paula Markovitch o come in Las malas intenciones della peruviana Garcia-Monteiro, due realtà sudamericane accomunate da un passato totalitario.

Come afferma lo stesso direttore Alessandro Beretta, la proposta di questi titoli non vuole avere nessuna finalità politica in quanto l’unico intento è “…un invito all’esplorazione”.

Come detto la sezione dei cortometraggi quest’anno è stata ampliata portando le opere in gara a 55 proiezioni; anche la formula è cambiata in quanto, per questa edizione, sono stati presi in considerazione solo i lavori di registi under40.

Il record di attenzione al cortometraggio è sintetizzata nei numeri: 11 ore di proiezione nella nuovissima p.zza Grande ampliata a 900 posti con i film presentati dagli stessi registi ogni sera alle ore 21 ed una Grande Maratona finale che permetterà di rivedere tutti i corti nel week-end conclusivo ad un prezzo irrisorio.

Una delle iniziative più interessanti del Milano Film Festival 2011 è rappresentata sicuramente dalla retrospettiva dedicata al grande Jonathan Demme di cui verranno proiettati tutti i film della sua brillantissima carriera, dal più celebre The silence of the lambs al più recente The manciurian candidate sino ai vari documentari dedicati a Jimmy Carter ( Jimmy Carter man of plains ) e Neil Young. Il 17 settembre, la penultima sera del Festival, Demme sarà protagonista sul palco del Teatro Strehler da dove terrà un’imperdibile lezione di cinema.

Per la categoria Outsiders verranno proiettati lungometraggi di registi già affermati ma che non hanno perso il gusto della sperimentazione come Steven Soderbergh con il suo primo documentario And everything is going fine o Mika Kaurismaki con il suo Mama Africa in cui racconta la vita della più grande artista africana, Miriam Makeba.

Anche la sezione 2011 Colpe di Stato ha goduto di un ampliamento rispetto al passato; storie, inchieste, videodocumenti, un modo nuovo di raccontare realtà scomode e pericolose che spesso non si ha il coraggio o l’opportunità di affrontare. Otto film oltre a documentari vari con uno speciale dedicato alla primavera araba.

La 16ma edizione del Milano Film Festival ha organizzato varie location per il suo ricchissimo programma artistico: il Teatro Strehler sarà il centro nevralgico delle manifestazioni ma oltre ad esso le proiezioni avranno luogo al Teatro Studio di via Rivoli, al Teatro Grassi, in p.zza Castello e nei cinema del centro come l’Anteo e il Rosetum.

A questo punto non rimane che invitarvi alla serata d’apertura che avrà luogo venerdì 09 settembre presso il teatro Strehler con la presentazione ufficiale del Festival seguita dalla proiezione del primo lungometraggio in concorso Here di Braden King.

Buona visione.