Dal 12 al 23 settembre Milano è pronta a riaccogliere l’attesissimo Film Festival giunto ormai alla XVII edizione; un’edizione ancora più ricca di film, rassegne, retrospettive ed avvenimenti collaterali, a dispetto di un budget sempre più povero.

Durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi presso la Sala Conferenze del bellissimo palazzo Reale di Milano, il fil rouge che ha unito e accompagnato i vari interventi delle autorità presenti è stato proprio questo: avanti nonostante la crisi.

L’assessore alla Cultura Tito Boeri ha confermato quello già anticipato dai vari organizzatori del Festival compreso Beniamino Saibene socio e co-fondatore di Esterni, società leader nell’organizzazione di eventi culturali milanesi. L’assessore Boeri ha usato parole forti e non ha certamente nascosto un chiaro e giustificato malcontento riferito essenzialmente all’esiguità dei contributi ministeriali che lo stesso Boeri ha definito “ridicoli!…quasi offensivi”.

Un Milano Film Festival che ha dovuto quindi barcamenarsi tra un budget ridottissimo ed aiuti privati quanto mai necessari e vitali giunti dai vari brand che anche quest’anno hanno deciso di finanziare questo importante e sentito evento culturale della città.

Nonostante le difficoltà economiche gli organizzatori di questa XVII edizione garantiscono che il risultato finale non deluderà e che anzi si promette di essere migliore rispetto a quello dell’anno passato. Uno degli slogan che domina sul principale manifesto del Festival è “Le persone fanno la differenza” e, come spiega lo stesso Saibene, mai come in questa occasione frase è stata più appropriata. La vera anima del Festival sono infatti le persone, i giovani, i tirocinanti e i volontari che garantiscono i loro servigi, sempre preziosissimi, praticamente a titolo gratuito.

La XVII  edizione del Milano Film Festival, come detto, sarà comunque molto variegata e ricca, undici giorni di cinema che, per usare le parole di Vincenzo Beretta, “cercheranno di soddisfare tutte le fasce di pubblico, non solo i cinefili”.

Quindi cinema per tutti i gusti ma con particolare attenzione a quello più sperimentale che metterà lo spettatore di fronte a “prove” non indifferenti come un documentario rumeno di tre ore composto solo da immagini fotografiche o a un film sulla pornografia; d’altronde come afferma lo stesso Boeri “la forza del Festival di Milano sta proprio nella sua diversità rispetto ad altri festival come quelli di Torino, Venezia o Roma”.

Il concorso principale comprende dodici lungometraggi in prima o seconda visione selezionati su un campione di quasi novecento lavori pervenuti alla giuria giudicante. Storie d’oltre confine dove si racconta di una realtà lontana, sconosciuta ma sempre difficile e che ha come  denominatore comune la lotta per la sopravvivenza.

Storie di giovani allo sbando, ma al contempo in cerca di poesia, ambientate nella nebulosa vita notturna parigina come in L’age atomique di Helena Klotz, o giovani che cercano un riscatto umano e sociale attraverso la nobile arte del pugilato in un paese in fase di trasformazione come la Cina, è il caso di China Heavyweight di Yung Chang.

Storie di donne in lotta contro la miseria e uomini violenti come quella raccontata in Chocò di Johnny Hendrix Hinestroza oppure in Francine di Brian Cassidy e interpretato magistralmente dal premio Oscar Melissa Leo.

Film che raccontano la fuga da un presente difficile e di miseria alla continua e disperata ricerca di un’esistenza migliore come nel caso dell’attesissimo La playa D.C di Juan Andres Arango presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard 2012. This Time Tomorrow di Shane Bisset racconta l’ultimo giorno sulla terra di Stacey O’Brian alla vigilia della fine del mondo profetizzata dai Maya, un film in anteprima mondiale di grande eleganza e sensibilità.

Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età anche se risalta, nel lotto dei lungometraggi in corsa per la vittoria finale, l’assenza di un film italiano; sarà così impossibile bissare la vittoria di un film nostrano così come fu lo scorso anno con Italy, love it or leave it.

Come al solito ricchissima la sezione dei corti che come lo scorso anno ha accettato solo i lavori di registi under 40; sono 46 cortometraggi selezionati sui 2000 arrivati da tutto il mondo.

Quindi la solita sezione sugli intrighi di Stato, gli abusi di potere e le verità scomode ed insabbiate della storia contemporanea raccolte in “Colpe di Stato” che comprende film sui guerriglieri del Niger, sulla dittatura bielorussa raccontata dalla voce di un dissidente politico e un film sulla clamorosa quanto contorta vicenda riguardante l’arresto di Abu Omar che ha portato all’incriminazione di alcuni agenti segreti italiani.

Incontri italiani raccoglie una serie di docu-fiction del cinema nostrano in cui si raccontano speranze disilluse di una generazione che si accinge disorientata agli anni’10 del nuovo millennio; Cinema in un ambiente diverso presenta lungometraggi incentrati sul tema dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità del pianeta mentre Focus Animazione propone la solita variegata e richiestissima gamma di film animati.

Grande spazio anche alle retrospettive tra cui spicca quella sul cinema degli anni ’80 e sul come la televisione cambiò il modo di fare cinema; in sala presente Maurizio Nichetti che ha presentato il restauro completo del suo Ladri di saponette –1989, film simbolo di un decennio ritenuto da molti ed erroneamente frivolo e stupido.

Quindi suscita grande attesa ed interesse la rassegna sulla grande musica nel cinema di Woody Allen rivissuta e raccontata attraverso le parole di Randall Poster, famoso supervisor musicale newyorkese. Quindi un omaggio a Ben Rivers realizzato grazie al fondamentale contributo del British Council; una rassegna dedicata ad uno dei film-maker più importanti sulla scena internazionale, considerato uno dei principali sperimentatori contemporanei.

Come lo scorso anno il punto forte del Milano Film Festival è la sua capillarità nel tessuto urbano milanese che comprende il solito Teatro Strehler, centro pulsante dell’evento, location dalla forte suggestione come piazza del Cannone al Parco Sempione e i cinema principali della città come l’Anteo e soprattutto il “recuperato” Spazio Oberdan.