Kathryn Bigelow

 

È la prima donna premio Oscar alla regia: l’anno è il 2010, il film The Hurt Locker (vincitore di altre 5 statuette), la regista Kathryn Bigelow.  Incredibile che si sia dovuto aspettare tanto per una vincitrice femmina, anche se bisogna ammettere che il cinema della Bigelow è parecchio testosteronico.

Già agli esordi la signora mostra un certo interesse per le cose da maschi: The Loveless (1983) esplora infatti il mondo dei motociclisti della provincia americana anni Cinquanta, ed è seguito dal thriller Blue Steel – Bersaglio mortale, con Jamie Lee Curtis superpoliziotta perseguitata da un killer psicopatico. Sarà che il marito si chiama James Cameron, sarà che Kathryn ha un vero debole per l’azione, fatto sta che nel ‘91 l’adrenalina sale ancora, con Keanu Reeves e Patrick Swayze alla ricerca del Point Break. Un cult. Nonostante la successiva la separazione da Mr Blockbuster, la sua passione per le emozioni forti resta, e anche il rapporto professionale con lui: è proprio Cameron il co-sceneggiatore e coproduttore di Strange Days (1995), thriller sci-fi con un sexy Ralph Fiennes. Qualche anno di pausa e la Bigelow coglie tutti di sorpresa con Il mistero dell’acqua, opera che si distanzia dal suo genere, cui però fa ritorno di lì a poco con un war-movie claustrofobico, K-19. Dal sottomarino sovietico alla guerra in Iraq il passo è breve, ma mentre il primo film si rivela un flop, il secondo trionfa agli Oscar ed entusiasma la critica. Kathtryn allora alza il tiro: col nuovo progetto affronta niente meno che l’ossessione americana dell’ultimo decennio, la caccia a Bin Laden, e così nel 2012 ecco Zero Dark Thirty, con Jessica Chastain che stana il terrorista più temuto al mondo. Il film, apprezzato dagli addetti ai lavori, scalda l’opinione pubblica, che nella drammatizzazione proposta dalla regista legge presunte istanze pro-tortura.

Lei smentisce, ma comunque non ha di che preoccuparsi: se col cinema si mettesse male, può sempre tornare ristrutturare appartamenti con Philip Glass come ai vecchi tempi. Intanto però pensiamo alle candeline, va’. HAPPY BIRTHDAY, KATHRYN!