In occasione della promozione del suo nuovo film Elle, il celebre regista Paul Verhoeven è stato intervistato da Collider e ha avuto la possibilità di dire finalmente la sua sui remake di due suoi cult senza tempo, ossia RoboCop e Atto di Forza.

 

Il remake di RoboCop è uscito nel 2014 ed è stato diretto da José Padilha, con protagonista Joel Kinnaman (Suicide Squad). Quello di Atto di Forza, invece, è arrivato nelle sale nel 2012 per la regia di Len Wiseman, con Colin Farrell (Animali Fantastici e Dove Trovarli) nel ruolo che nell’originale fu di Arnold Schwarzenegger.

Questo il pensiero di Verhoeven:

“In qualche modo pensano sempre che la leggerezza di pellicole come RoboCop o Total Recall sia d’intralcio. E riprendono queste storie, che sono in un certo senso parecchio assurde, e le trasformano in qualcosa di serioso. Penso che sia questo l’errore. Nel nuovo RoboCop specialmente, quando si risveglia si ritrova con lo stesso cervello. È terribilmente ferito, ha arti amputati, è tutto orribile e tragico fin dal principio. Noi non avevamo fatto così. Il suo cervello era andato, aveva dei flash della sua vita passata e aveva addirittura bisogno di accedere a un computer per scoprire chi fosse. Credo che l’assenza di questo elemento, il non avere un cervello da robot, rende il film inutilmente più serio, senza aiutarlo. Diventa sciocco e assurdo, ma nella maniera sbagliata. Entrambe quelle pellicole avevano bisogno della distanza data dalla satira e dalla commedia per entrare in connessione col pubblico. L’approccio serio e diretto è un problema, non un miglioramento”.

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RoboCop: recensione del remake del film di Paul Verhoeven

Fonte: ScreenRant