Sembra che il TIMES non abbia affatto apprezzato Joker, il film di Todd Phillips presentato a Venezia 76 e con protagonista un Joaquin Phoenix “da Oscar”, come già si dice in giro. La famosa rivista si scaglia con violenza contro il film, definendolo addirittura pericoloso.

 

Il regista Todd Philipps […] porta buona parte della colpa, ed è lui il solo a dover rispondere per l’idiozia aggressiva e irresponsabile di Joker. Phillips vorrebbe farci credere di aver fatto un film sulla vacuità della nostra cultura, in realtà ci sta solo propinando un ottimo esempio di ciò“. Si legge.

Nemmeno la storia, intesa come narrazione, viene apprezzata: “Joker – che è scritto da Phillips e Scott Silver – non ha un plot, è più come un’accozzaglia di GIF messe insieme“. “Le crepe del film sono piene di filosofia fasulla. Joker è un film oscuro in maniera stupidamente adolescenziale, ma vuole che noi spettatori crediamo che ci stia impartendo una raffinata saggezza politica o culturale. Poco prima di una delle scene più violente, Arthur riflette: “tutti si urlano addosso. La civiltà non esiste più”. Ma chi non la pensa in questo modo nei nostri terribili tempi moderni? L’osservazione di Arthur è talmente scontata, un messaggio che può essere utilizzato da chiunque per qualunque scopo. Non significa nulla“.

Inoltre, il protagonista Arthur è identificato come un portatore di “caos e anarchia, ma in base al film sembra che stia davvero per cominciare una rivoluzione dove i ricchi vengono distrutti, i poveri ottengono ciò di cui hanno bisogno, chi è triste perchè non riesce ad avere un appuntamento diventa un eroe assassino. Da qualche parte c’è uno scherzo malsano. E, sfortunatamente, è per noi“.

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