Rogue One

All’inizio della sua produzione, Rogue One: A Star Wars Story nascondeva la connessione del film con la famigerata Morte Nera e aveva anche un lieto fine che includeva un matrimonio, secondo il suo sceneggiatore.

Così come Solo: A Star Wars Story, anche Rogue One ha attraversato una produzione turbolenta, con ripetute riscritture durante le fasi iniziali e anche durante le riprese, con Tony Gilroy che si è occupato dei reshooting al posto di Gareth Edwards. A differenza di Solo, tuttavia, Rogue One ha sfidato il suo difficile processo di creazione diventando un successo critico e commerciale, raccogliendo oltre $ 1 miliardo al botteghino.

Una caratteristica distintiva di Rogue One era la capacità del film di raccontare con uno stile molto diverso della storia di Star Wars, ma che faceva sentire forte la sua connessione con il franchising.

Il punto cruciale della sceneggiatura di Rogue One ruotava intorno ai tentativi dell’Alleanza Ribelle di rubare i piani per la Morte Nera dell’Impero – qualcosa a cui si fa riferimento nel film originale del 1977. Un altro fattore chiave nella reazione positiva dei fan di Rogue One è stato il finale inaspettatamente tragico del film, in cui ogni personaggio principale muore per la causa ribelle.

Lo sceneggiatore di Rogue One, Chris Weitz, ha ora rivelato come questi elementi principali fossero assenti da certe versioni precedenti della sceneggiatura. Parlando al podcast della Cult Popture (tramite The Playlist), Weitz ha detto:

“La versione precedente alla [mia] non precedeva la morte di tutti, infatti si è concludeva con un matrimonio, penso che fosse stata scritta sul preconcetto che la Disney non avrebbe permesso ai personaggi principali di morire. Ma era necessario (che morissero) perché nessuno mai li menziona o li vede di nuovo, ma anche perché abbiamo affrontato il tema del sacrificio per una causa più grande, per cui era appropriato.”

Per quanto riguarda invece la connessione con la Morte Nera, Weitz afferma che la sua versione della sceneggiatura lasciava nel mistero il progetto a cui stava lavorando l’Impero, senza far riferimento diretto alla tremenda macchina da guerra:

“All’inizio del film non era chiaro che la Morte Nera sarebbe stata la Morte Nera. Era solo il senso [della] Ribellione che qualcosa di brutto stava accadendo e c’era la necessità di scoprirlo. E il film prevedeva questo costante senso di terrore crescente.”

Per fortuna entrambe le scelte narrative sono state trasformate in ciò che abbiamo visto al cinema, ovvero il miglior prodotto del franchise dall’epoca de Il Ritorno dello Jedi.