The Blair Witch Project: il cast originale chiede alla Lionsgate residui retroattivi e una “consultazione” sui progetti futuri

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Heather Donahue, Joshua Leonard e Michael Williams, protagonisti del film horror seminale The Blair Witch Project, hanno rilasciato sabato una lettera pubblica alla Lionsgate chiedendo un compenso più consistente per il loro lavoro sul blockbuster del 1999, nonché una “consulenza significativa” su eventuali futuri progetti di “Blair Witch” che utilizzino i loro nomi o sembianze.

La dichiarazione arriva 10 giorni dopo che Lionsgate e Blumhouse hanno annunciato di voler rilanciare il franchise con un nuovo film che fornirebbe, secondo le parole del presidente del Lionsgate Motion Picture Group Adam Fogelson, “una nuova visione per ‘Blair Witch’ che reintrodurrà questo classico dell’orrore per una nuova generazione”. La Lionsgate non ha prodotto né distribuito il film originale del 1999, ma ha acquisito la proprietà attraverso l’acquisizione nel 2003 del distributore cinematografico indipendente Artisan Entertainment.

L’annuncio della Lionsgate-Blumhouse ha suscitato una risposta forte tramite i social media da parte di Leonard, il quale ha affermato che nessuno aveva contattato lui o i suoi co-protagonisti in anticipo riguardo al progetto. “A questo punto, sono 25 anni di mancanza di rispetto da parte delle persone che hanno fatto la parte del leone (gioco di parole) dei profitti del NOSTRO lavoro, e questo sembra disgustoso e senza classe”, ha scritto Leonard.

Leonard ha detto che gli attori – che hanno girato e improvvisato il film indipendente per circa una settimana con un budget ridotto, usando i loro veri nomi per i loro personaggi – hanno guadagnato 300.000 dollari ciascuno dall’acquisto dei punti di proprietà del film, che ha incassato 248 milioni di dollari in tutto il mondo. Nel 2002, gli attori hanno citato in giudizio la Artisan Entertainment per aver utilizzato i loro nomi e le loro sembianze nel sequel dello studio del 2000, Libro delle Ombre: Blair Witch 2.

Nella loro dichiarazione più recente, Leonard, Williams e Donahue (che ora va sotto il nome di Rei Hance) chiedono alla Lionsgate di fornire loro pagamenti residui retroattivi e futuri “equivalenti alla somma che sarebbe stata assegnata tramite SAG-AFTRA, se avessimo avuto un’adeguata unione o rappresentanza legale al momento della realizzazione del film”.

Chiedono anche “una consulenza significativa su qualsiasi futuro riavvio, sequel, prequel, giocattolo, gioco, giostra, escape room di ‘Blair Witch’, ecc., in cui si possa ragionevolmente presumere che i nomi e/o le sembianze di Heather, Michael e Josh saranno associati per scopi promozionali nell’ambito pubblico”.

Infine, gli attori chiedono alla Lionsgate di creare un “Blair Witch Grant” da 60.000 dollari che verrebbe concesso a “un regista di genere sconosciuto/aspirante per aiutarlo a realizzare il loro primo lungometraggio”. La Lionsgate non ha rilasciato commenti.

Intanto, i registi di The Blair Witch Project Eduardo Sanchez e Dan Myrick, i produttori Gregg Hale e Robin Cowie e il co-produttore Michael Monello hanno rilasciato una dichiarazione congiunta a sostegno degli attori.

“Mentre noi, i cineasti originali, rispettiamo il diritto della Lionsgate di monetizzare la proprietà intellettuale come ritiene opportuno, dobbiamo evidenziare i contributi significativi del cast originale: Heather Donahue, Joshua Leonard e Mike Williams”, affermano nella dichiarazione. “Essendo i veri volti di quello che è diventato un franchise, le loro sembianze, voci e nomi reali sono inseparabilmente legati a ‘The Blair Witch Project’. Il loro contributo unico non solo ha definito l’autenticità del film, ma continua a risuonare con il pubblico di tutto il mondo.”

Qui la dichiarazione completa

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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