A distanza di quasi vent’anni, Eddie Murphy ha finalmente chiarito uno degli episodi più discussi della sua carriera: l’uscita anticipata dalla cerimonia degli Academy Awards del 2007, dopo la sconfitta nella categoria Miglior attore non protagonista per Dreamgirls.
All’epoca, il gesto fu interpretato da molti come una reazione rabbiosa alla mancata vittoria. In realtà, come ha spiegato oggi lo stesso Murphy, la verità è stata molto diversa.
“Non volevo essere l’uomo della compassione per tutta la sera”
In un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly per promuovere il documentario Being Eddie, Murphy ha raccontato che la sua decisione di lasciare la cerimonia non fu dettata dalla delusione, ma dal disagio.
Dopo aver perso l’Oscar — vinto poi da Alan Arkin per Little Miss Sunshine — l’attore iniziò a ricevere continue manifestazioni di solidarietà da parte dei colleghi. Un atteggiamento che, col passare dei minuti, lo mise profondamente a disagio.
Murphy ha spiegato di non voler trascorrere l’intera serata nel ruolo di “quello per cui tutti si sentono in dovere di dispiacersi”. Da qui la scelta di andarsene in silenzio, senza alcuna scenata o polemica. “Non ho mai fatto una fuga rabbiosa”, ha precisato, sottolineando come la situazione fosse semplicemente diventata troppo imbarazzante.
Il rispetto per Alan Arkin e una sconfitta già prevista
Murphy ha anche rivelato di non essere rimasto sorpreso dalla vittoria di Alan Arkin. Anzi, l’attore ha raccontato di aver previsto l’esito mesi prima della cerimonia, dopo aver visto Little Miss Sunshine in anteprima. Secondo Murphy, quella performance aveva tutte le caratteristiche di un ruolo “capace di rubare l’Oscar”.
L’attore ha ribadito più volte il suo profondo rispetto per Arkin, definendolo non solo “esilarante” nel film, ma uno dei grandi interpreti del cinema americano. A suo dire, il premio era assolutamente meritato e rappresentava il riconoscimento di un’intera carriera.
La nomination per Dreamgirls resta comunque una tappa fondamentale per Murphy, che con il ruolo di James “Thunder” Early ottenne la sua prima candidatura agli Oscar, segnando un momento di svolta nella percezione critica del suo talento drammatico.
Oggi, con il documentario Being Eddie disponibile su Netflix, l’attore sembra voler chiudere definitivamente il capitolo, restituendo una lettura più umana e meno sensazionalistica di una serata che fece molto rumore, ma per motivi sbagliati.
FOTO DI COPERTINA: Eddie Murphy arriva alla premiere di Los Angeles di “Being Eddie” di Netflix. — Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com
