Il finale di Io prima di te (Me Before You), film del 2016 diretto da Thea Sharrock e interpretato da Emilia Clarke e Sam Claflin, continua a dividere e commuovere il pubblico a distanza di anni. È un epilogo che non cerca consolazione facile, ma che costringe lo spettatore a confrontarsi con temi profondi: autodeterminazione, amore, sacrificio e senso della vita.
La storia d’amore tra Louisa Clark e Will Traynor nasce sotto il segno dell’impossibilità. Will, ex uomo d’affari brillante e avventuroso, è tetraplegico dopo un incidente; Lou entra nella sua vita come assistente, ma finisce per diventare il suo ultimo, decisivo legame con il mondo. Il finale del film non ribalta la scelta di Will, ma ne chiarisce il significato più profondo.
Perché Will sceglie di morire e cosa significa davvero il suo addio

Nel finale, Will conferma la decisione di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera, nonostante l’amore per Lou e i tentativi di lei di dimostrargli che la vita, anche nelle sue nuove condizioni, possa ancora valere la pena di essere vissuta. La sua scelta non è una resa, ma l’affermazione estrema di un principio che per lui è irrinunciabile: il diritto di decidere della propria esistenza.
Will ama Lou proprio perché lei incarna tutto ciò che lui non può più essere: spontaneità, futuro, possibilità. Ed è proprio per questo che non vuole diventare il limite della sua vita. Nel loro ultimo dialogo, Will non le chiede di seguirlo nel dolore, ma di continuare a vivere pienamente, senza sensi di colpa. La sua morte non è presentata come un gesto romantico, ma come una decisione lucida, dolorosa e coerente con la sua identità.
Il film evita deliberatamente di giudicare la scelta di Will. Non la esalta, ma nemmeno la condanna. La regia e la sceneggiatura scelgono una posizione eticamente complessa: riconoscere il valore della vita, senza negare il diritto alla dignità e all’autonomia personale.
Dopo la morte di Will, il finale si sposta su Lou, seduta in un caffè di Parigi, mentre legge la lettera che lui le ha lasciato. In quelle parole c’è il vero lascito emotivo del film: Will non le lascia solo del denaro, ma un mandato esistenziale. Le chiede di “vivere bene”, di osare, di non accontentarsi, di non restringere mai la propria vita per paura o per amore.
Lou non è più la ragazza insicura e bloccata in una routine senza sogni dell’inizio. Il dolore non la distrugge, ma la trasforma. Il viaggio a Parigi, simbolo di libertà e apertura al mondo, rappresenta la realizzazione concreta di ciò che Will desiderava per lei: una vita ampia, imperfetta, ma autentica.
Il finale di Io prima di te è quindi meno una conclusione romantica e più un passaggio di testimone. Will muore, ma la sua visione del vivere sopravvive in Lou. È questo che rende l’epilogo così controverso e potente: l’amore non salva entrambi, ma cambia per sempre chi resta. E forse, proprio per questo, continua a far discutere e commuovere.
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