Il reboot di Highlander con Henry Cavill si mostra per la prima volta al CinemaCon e promette un’azione brutale e stilizzata in pieno stile John Wick. Le immagini, ancora in fase di lavorazione, rivelano un film ambizioso che rilancia il mito degli immortali con un approccio più moderno, spettacolare e coreografico, segnando il ritorno sul grande schermo di un franchise assente dal 2000.
Diretto da Chad Stahelski, il film segue Connor MacLeod, guerriero scozzese nato nel 1518 e condannato a combattere altri immortali fino al misterioso evento chiamato “The Gathering”, dove ne resterà soltanto uno. Il footage mostrato include una sequenza in un rave illuminato da luci al neon, combattimenti con spade e inseguimenti in moto, con riprese attualmente in corso tra Polonia, Highlands scozzesi e Hong Kong. Nel cast anche Russell Crowe, Dave Bautista e Karen Gillan, mentre il ruolo fu originariamente reso iconico da Christopher Lambert nel film del 1986 (fonte: Variety).
Questo primo sguardo chiarisce subito la direzione del progetto: Highlander non sarà un semplice remake nostalgico, ma una vera e propria reinvenzione action. L’impronta di Stahelski è evidente nel linguaggio visivo e nella fisicità dei combattimenti, suggerendo un tono più crudo e contemporaneo rispetto all’originale. La scelta di Cavill, reduce da ruoli iconici come Superman e Geralt di Rivia, rafforza l’idea di un protagonista epico ma tormentato, capace di attraversare secoli di storia mantenendo una forte identità emotiva.
Connor MacLeod tra passato e presente: il reboot riscrive il mito degli immortali
Il personaggio di Connor MacLeod rappresenta il cuore del franchise Highlander, introdotto nel film originale Highlander accanto a figure memorabili come Ramirez (interpretato allora da Sean Connery) e il villain Kurgan. In questo reboot, il ruolo di Ramirez passa a Russell Crowe, mentre Kurgan sarà interpretato da Dave Bautista, suggerendo un aggiornamento dei personaggi in chiave più fisica e minacciosa.
La narrativa degli immortali, costretti a combattere attraverso i secoli, offre un terreno fertile per esplorare identità, memoria e perdita. Con location che spaziano tra Europa e Asia, il film sembra voler ampliare la portata globale del mito, trasformando “The Gathering” in un evento quasi mitologico su scala internazionale.
Dopo anni di sequel poco riusciti e tentativi falliti, questo reboot ha l’opportunità di ridefinire completamente il franchise. Se riuscirà a bilanciare spettacolo e profondità narrativa, Highlander potrebbe finalmente ritrovare quella forza iconica che aveva reso il film originale un cult.
