Martin Scorsese rivela di utilizzare l’AI per lo storyboard dei film: “Dobbiamo essere aperti alle modalità con cui il cinema può evolversi”

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Martin Scorsese entra ufficialmente nel dibattito sull’intelligenza artificiale nel cinema da una posizione destinata a far discutere. Il regista premio Oscar è infatti diventato consulente della società di AI Black Forest Labs, dichiarando di voler contribuire a spingere i confini della creatività e offrire nuove possibilità espressive ai filmmaker. La notizia è rilevante perché arriva da uno degli autori più influenti della storia del cinema, da sempre associato a una visione profondamente artigianale della settima arte.

In un comunicato diffuso dall’azienda, Scorsese ha spiegato il suo punto di vista sull’evoluzione tecnologica del linguaggio cinematografico: “Il cinema è un mezzo giovane, ha appena 125 anni, quindi dobbiamo essere aperti al modo in cui può evolversi. Ho utilizzato il 3D con Hugo e la tecnologia di ringiovanimento digitale per The Irishman. Ora, con questo strumento, posso condividere ciò che sto immaginando in modo più chiaro ed efficiente con il mio team creativo — scenografi, art director e direttori della fotografia — affinché possano svilupparlo ulteriormente e arricchire l’intelligenza cinematografica.”

In un video pubblicato da Black Forest Labs, il regista mostra come utilizzi il modello generativo FLUX per realizzare storyboard preliminari e pianificare sequenze complesse. Le parole di Scorsese rappresentano un cambio di prospettiva significativo nel dibattito che divide Hollywood. Se fino a pochi anni fa l’intelligenza artificiale veniva percepita soprattutto come una minaccia per la creatività e il lavoro umano, oggi sempre più autori la considerano uno strumento di supporto. La differenza, almeno secondo il regista di Quei bravi ragazzi e The Irishman, sta nell’utilizzo: non un sostituto dell’artista, ma un mezzo per comunicare idee e accelerare processi produttivi senza compromettere la qualità del risultato finale.

Da Hugo a The Irishman: Scorsese vede l’AI come la prossima evoluzione tecnologica del cinema

Nel raccontare la propria esperienza, Scorsese ha ricordato come il cinema abbia sempre incorporato nuove tecnologie per ampliare le possibilità narrative. L’utilizzo del 3D in Hugo Cabret e il controverso de-aging digitale di The Irishman sono stati, a suo avviso, passaggi naturali di un percorso che oggi prosegue con l’intelligenza artificiale generativa.

Nel video diffuso da Black Forest Labs, il regista prende come esempio la celebre sequenza del Copacabana in Quei bravi ragazzi, il lungo piano sequenza che segue Henry Hill attraverso il locale. Secondo Scorsese, strumenti di questo tipo potrebbero aiutare i registi a pianificare scene estremamente complesse in tempi più rapidi. “Se hai uno strumento come questo, puoi capire tutto molto più velocemente, risparmiare tempo di produzione e ridurre anche lo stress per la troupe.”

Il suo ingresso nel settore si inserisce in un contesto più ampio. James Cameron è entrato nel consiglio di amministrazione di Stability AI, mentre Peter Jackson ha recentemente definito l’intelligenza artificiale “un effetto speciale”. Sul fronte opposto resta invece Guillermo del Toro, che continua a respingere con forza l’idea che l’arte possa essere realizzata tramite applicazioni generative.

La posizione di Scorsese potrebbe avere un peso enorme nel ridefinire il rapporto tra autorialità e tecnologia. Se uno dei più importanti cineasti viventi considera l’AI uno strumento creativo legittimo, è probabile che altri registi seguiranno questa strada nei prossimi anni. La vera sfida sarà capire dove tracciare il confine tra supporto tecnico e sostituzione del lavoro artistico. Per ora, il regista sembra avere una risposta chiara: l’intelligenza artificiale deve servire il cinema, non prenderne il posto.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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