Robert Kirkman, autore di Invincible, definisce The Amazing Spider-Man 2 “una schifezza totale”

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Robert Kirkman, creatore di Invincible, ha espresso senza filtri la sua opinione su The Amazing Spider-Man 2, definendolo il peggior capitolo della saga cinematografica dell’Uomo Ragno. Le sue parole hanno immediatamente riacceso il dibattito attorno a uno dei film più controversi del franchise, ancora oggi divisivo tra pubblico e critica.

Durante un episodio del podcast The Escape Pod, Kirkman ha dichiarato apertamente: “No, terribile, terribile. Non mi piace parlare pubblicamente delle mie opinioni sui film. Però The Amazing Spider-Man 2 è una schifezza totale. Per quanto ami Jamie Foxx e Andrew Garfield, che è un grande Spider-Man, ci sono aspetti spettacolari in entrambi quei film, ma questo è un disastro”. L’autore ha criticato in particolare la mancanza di coesione narrativa, sottolineando come il film fallisca nel costruire una storia solida nonostante un cast di alto livello.

Il giudizio di Kirkman colpisce perché arriva da una figura centrale nel mondo dei fumetti contemporanei, non incline a commenti così netti. La sua analisi tocca un nodo critico già discusso all’uscita del film: l’eccessiva stratificazione narrativa, tra la storia di Peter Parker, il rapporto con Gwen Stacy, le origini familiari e l’introduzione simultanea di villain come Electro e Goblin. Il risultato, secondo molti, è un film che tenta di costruire un universo condiviso senza avere una base narrativa sufficientemente solida.

Il fallimento narrativo di The Amazing Spider-Man 2 e il peso dell’universo condiviso

Il film con Peter Parker interpretato da Andrew Garfield rappresenta uno snodo cruciale nella storia recente del personaggio al cinema. L’introduzione di Electro e la trasformazione di Harry Osborn nel Goblin avrebbero dovuto aprire la strada a un universo espanso targato Sony, poi abbandonato.

La morte di Gwen Stacy, uno degli eventi più iconici dei fumetti, viene inserita in un contesto narrativo già sovraccarico, perdendo parte del suo impatto emotivo. È proprio questo squilibrio tra momenti chiave e costruzione generale che ha segnato il destino del film.

Le parole di Kirkman riportano l’attenzione su un problema strutturale: la corsa agli universi condivisi ha spesso sacrificato la coerenza narrativa in favore della costruzione seriale. Un approccio che oggi appare più calibrato, soprattutto dopo il successo di versioni alternative come lo Spider-Man di Tom Holland o l’universo animato di Miles Morales.

Il caso di The Amazing Spider-Man 2 resta quindi emblematico: un film con elementi validi, ma incapace di trovare un equilibrio tra ambizione e racconto. Ed è proprio questa frattura che, a distanza di anni, continua a renderlo uno dei capitoli più discussi dell’intero franchise.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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