Quando The Batman è arrivato nelle sale nel marzo 2022, ha ridefinito il Cavaliere Oscuro con un approccio cupo, realistico e profondamente radicato nella corruzione sistemica di Gotham City. Al momento dell’uscita di The Batman – Parte II, previsto non prima del 2027, saranno passati circa cinque anni tra un capitolo e l’altro: un intervallo lungo, che rende inevitabile l’attesa spasmodica dei fan e l’attenzione maniacale su ogni dettaglio produttivo, a partire dal casting.
Ed è proprio il casting, tra annunci ufficiali e rumor sempre più insistenti, a suggerire un’assenza importante nel sequel diretto da Matt Reeves: quella di Dick Grayson, alias Robin.
La recente notizia dell’ingresso di Sebastian Stan nei panni di Harvey Dent ha immediatamente indirizzato le aspettative narrative del film. Anche senza ipotizzare una trasformazione completa in Due Facce, la presenza di Dent indica chiaramente la volontà di approfondire ancora una volta il tema della corruzione istituzionale, già centrale nel primo capitolo. A questo si aggiungono indiscrezioni su altri personaggi chiave dell’universo di Gotham, che renderebbero The Batman – Parte II un film estremamente denso dal punto di vista narrativo.
Un sequel affollato che lascia poco spazio a Robin
Secondo i rumor, il film potrebbe includere figure come Jeremiah Arkham o addirittura la Corte dei Gufi come antagonisti principali o secondari. Se anche solo una parte di queste voci si rivelasse fondata, il risultato sarebbe un sequel ricchissimo di personaggi, sottotrame e conflitti. In uno scenario del genere, l’introduzione di Robin rischierebbe di apparire forzata o sacrificata, senza lo spazio necessario per svilupparne il percorso emotivo e simbolico.
Va detto che né Dick Grayson né qualsiasi altra incarnazione di Robin – da Jason Todd a Tim Drake, fino a Damian Wayne – è mai stata ufficialmente annunciata per The Batman – Parte II. Tuttavia, il primo film aveva seminato alcuni indizi interessanti: Bruce Wayne mostrava una forte empatia per il figlio del sindaco Don Mitchell Jr., rimasto orfano dopo l’omicidio del padre, arrivando persino a salvarlo durante il funerale. Un momento che molti avevano letto come una possibile premessa emotiva per l’arco narrativo di Robin.
Eppure, alla luce delle attuali scelte di casting, quella suggestione sembra destinata a restare tale. Il progetto di Reeves pare guardare più a opere come Batman: Dark Victory e The Long Halloween, da cui già il primo film traeva ispirazione, privilegiando una coralità di villain e una Gotham soffocata dal crimine piuttosto che il racconto di una “famiglia” di eroi.
Introdurre Robin in modo efficace richiederebbe tempo, attenzione e una centralità narrativa che The Batman – Parte II potrebbe non potersi permettere. In questo senso, l’assenza del Ragazzo Meraviglia non appare come una mancanza, ma come una scelta coerente con la visione di Reeves: un Batman ancora solo, incompleto e immerso fino al collo nelle ombre della sua città.

