L’affascinante Fanny Ardant presenta in anteprima mondiale al Festival Internazionale del film di Roma il corto da lei scritto e diretto ChimèresAbsentes. Prodotto da Art for the World, con il supporto di Arte France all’interno del nuovo progetto cinematografico Then and nowBeyondBorders andDifferences sulla tolleranza e sulla consapevolezza della complessità delle culture.



Il cortometraggio è associato alla campagna Dosta! Del consiglio di Europa, dedicata a combattere i pregiudizi e gli sterotipi associati ai Rom e di cui Fanny Ardant è ambasciatrice. Il corto, girato nel comune di Formello, racconta la storia di una piccola rom che non riesce a integrarsi nella scuola a causa dei pregiudizi del preside e degli alunni. Una maestra di musica, interpretata da Fanny Ardant, tentando di aiutare la piccola Sonietchka viene pian piano a conoscenza di un mondo misterioso, quello dei rom, che la attrae e che alla fine la rapisce del tutto.

Il suo è un canto d’amore alla cultura rom, non è un documentario, non ha la pretesa di avere finalità politiche, è un sogno romantico, una chimera assente.

“Il cinema – ci dice Fanny – è sogno, è cultura, per questo sono d’accordo con la protesta del cinema italiano, non bisogna perdere la cultura perché essa è una fonte inesauribile di valori che arricchiscono l’umanità”.

L’incantevole e magnetica attrice con la sua voce così raffinata, ci spiega che lei ama molto la cultura rom e la vuole immaginare così, colma di mistero, di libertà, perfettamente personificata dallo zingaro del corto, Zarko, interpretato da Francesco Montanari (Il Libanese nella serie Romanzo Criminale).

“La società occidentale vive incollata alla materialità delle cose, al denaro, ai propri interessi, tanto da non vedere la natura, il mistero che la circonda. Non si accorge che quando non si possiede niente, si è davvero liberi, e i Rom sono così.”

Presenti in sala parte del cast della comunità rom che ringrazia profondamente l’Ardant per la bellissima immagine che ha regalato al pubblico della loro cultura, ma precisa che ormai la loro comunità non è più nomade ma stanziale, che vivono nei campi perché lo Stato non consente loro di lavorare come noi italiani e di conseguenza non possono permettersi il lusso di pagare l’affitto di un appartamento.

Queste dichiarazioni fanno partire un dibattito in sala, una signora del pubblico accusa i rom di non volersi integrare e di pretendere case, lavoro dallo Stato senza voler lavorare. Naturale la reazione negativa da parte della comunità, ma la più forte quella dell’attrice Fanny Ardant, la quale accusa la signora del pubblico d’insensibilità e aggiunge di preferire il suo cliché di rom, nomadi romantici che quello crudele e disinformato della signora.

Si conclude l’incontro con un ricordo al grandissimo FrancoisTruffaut, scomparso ventisei anni fa, ex compagno dell’attrice e con l’invito da parte di Mario Sesti e di Piera Detassis al prossimo Festival del cinema per una lezione di cinema.