Orlando Bloom

Orlando Jonathan Blanchard Bloom è, sì, una superstar, ma per arrivarci ne ha superate di ogni in questi 37 anni. A parte che lo hanno chiamano Orlando, e sicuramente all’inizio deve essergli suonato parecchio strano, a lui che è inglese doc (nato a Canterbury). Ma vogliamo parlare della potenziale obbro… em, abbreviazione in “Orly”?

Ok, passiamo ai guai veri, quando a scuola il ragazzo capisce di faticare più degli altri a causa della dislessia, ma non per questo perde le speranze, anzi: comincia a coltivare il sogno della recitazione. Trasferitosi a Londra, entra al National Youth Theatre e poi alla British American Drama Academy. Qualche ruoletto in tv e nel ‘97 ecco il debutto al cinema con una particina nel biopic Wilde. Proprio quando la carriera sembra carburare, Orlando ne combina una grossa: cade dal 3° piano mentre tenta di arrivare (a modo suo) a una terrazza sul tetto, e si rompe la schiena (per la cronaca, nel suo CV ci sono pure una frattura al braccio sinistro, una al polso destro, fratture ad entrambe le gambe e varie contusioni craniche, a quanto pare per colpa di rugby, sci, snowboard e motocicletta in ordine sparso). Comunque, la prospettiva della paralisi viene miracolosamente scongiurata e il giovanotto se la cava con 2 placche metalliche e 6 bulloni nella schiena, più la riabilitazione. E si riprende alla grande, visto che il ruolo che lo riporta in pista è quello dell’elfo Legolas nella trilogia de Il signore degli anelli. Nei mesi trascorsi in Nuova Zelanda per le riprese, Orlando si allena duramente a suon di tiro con l’arco, scherma ed equitazione, così da vestire al meglio i panni del suo eroico personaggio, veloce e leggero come ogni creatura del Bosco Atro che si rispetti. Il trittico di Peter Jackson è un successone e Mr Bloom è ufficialmente un divo, con tanto di pole-position nella lista di People degli scapoli più sexy di Hollywood del 2004. Idolo delle teenager di mezzo mondo (facciamo anche 3/4), Orlando è perfetto per interpretare Will Turner ne I pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna è però solo il primo film di una lunga (quanto ancora?) serie, e Orlando abbandona la nave Ai confini del mondo (il capitolo 3), anche perché nel frattempo ha altro a cui dedicarsi. È infatti tra i protagonisti di due colossal semi-storici: Troy, in cui presta il volto a Paride, e Le Crociate, dove torna a combattere per Ridley Scott, con cui ha già lavorato in Black Hawk Down nel 2001. Orlando non è solo un tipo da blockbuster – come dimostrano il western Ned Kelly, l’indie The Calcium Kid e la commedia agrodolce Elizabethtown – però c’è da dire che non ci mette molto a tornare alle megaproduzioni, così nel 2011 lo troviamo nell’(in)evitabile revisione de I tre moschettieri by Paul W.S. Anderson (è il perfido Duca di Buckingham), e ora è di nuovo lì che scocca frecce nella Terra di Mezzo insieme all’allegra brigata de Lo HobbitLa desolazione di Smaug (sempre da J.R.R. Tolkien). Le orecchie a punta di Legolas lo aspettano anche nell’epilogo della trilogia, atteso per il prossimo Natale, ma intanto Orly si diletta col teatro (è Romeo in un allestimento contemporaneo di Broadway) e col figlio, nato nel 2011 dalla relazione con la top Miranda Kerr, sua compagna dal 2007 (dopo la rottura con l’attrice Kate Bosworth) e moglie dal 2010. Ex dallo scorso ottobre.

Ma ora basta tergiversare: è tempo di festeggiare. Non siamo certi di come si facciano gli auguri in elfico, perciò puntiamo su un classico: HAPPY BIRTHDAY ORLANDO!

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